Articoli Scientifici di Oftalmologia

Argomento : MEDICINA

Celiachia e alimentazione senza glutine

La celiachia è conosciuta da moltissimo tempo, probabilmente già dall’epoca dell’antica Grecia, ma solo a metà del ventesimo secolo fu chiarito che era l’introduzione di glutine a determinare i sintomi e solo dopo il 1980 è stato possibile approfondire vari aspetti della malattia grazie a numerosi studi compiuti in tutto il mondo. La celiachia era considerata in passato una malattia relativamente rara, che colpiva i bambini con chiare manifestazioni intestinali legate al malassorbimento (diarrea cronica, rallentamento della crescita, malnutrizione). La biopsia intestinale era l’unico mezzo a disposizione per la diagnosi. Nell’ arco degli ultimi 10 anni lo sviluppo di tecniche diagnostiche semplici, poco costose e soprattutto poco invasive ha permesso di confermare la reale frequenza di malattia, ovunque nel mondo, che risulta molto più elevata di quanto non si pensasse e con sintomi anche diversi da quelli ritenuti tipici e più frequenti. Attualmente sappiamo che la prevalenza della celiachia è di 1 persona su 100 e soprattutto che non tutti i soggetti celiaci sono riconosciuti a causa della variabilità clinica della malattia. In Italia ad oggi si ritiene che i celiaci siano circa 600.000, ma solamente 100.000 sono stati diagnosticati. Le ragioni per cui in tutto il mondo la malattia è sottostimata nascono dal fatto che questa si può manifestare con sintomi generici e variabili. La sintomatologia più tipica è rappresentata da diarrea, calo di peso e forze, gonfiore e dolore addominale, vomito e, nei bambini, anche rallentamento o arresto della crescita; tuttavia le manifestazioni intestinali non sempre sono presenti, mentre sono frequenti i casi in cui si possono apprezzare le conseguenze del malassorbimento (anemia, bassa statura). Esistono inoltre forme che, in assenza di sintomi eclatanti, vengono diagnosticate occasionalmente nei soggetti a rischio di celiachia, per esempio, nei familiari di celiaci, in pazienti diabetici o sottoposti a esami per l’accertamento di altre malattie genetiche o autoimmuni (tiroidite, epatite).
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