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OMS E SALUTE DEGLI OCCHI il piano d'azione globale 2014-2019

La Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) divide la funzione visiva in 4 ampie categorie:

–visione normale

-compromissione visiva moderata

-compromissione visiva grave

-cecità

Il termine “ipovisione” indica le compromissioni visive moderate e/o gravi, e queste insieme alla cecità rappresentano tutti i difetti della vista.



Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 253 milioni di persone hanno difetti visivi, di questi 36 milioni sono non vedenti e 217 milioni hanno disturbi visivi da moderati a gravi. Le prime due cause globali di compromissione della vista sono rappresentate dagli errori di rifrazione non corretti che includono anche la cataratta non operata.

Negli ultimi anni la percentuale di compromissione visiva a livello mondiale è diminuita rispetto alle prime stime degli anni ’90, riduzione attribuibile a: generale sviluppo socioeconomico; azione concertata della sanità pubblica; maggiore disponibilità di servizi per la cura degli occhi; ed aumentata consapevolezza della popolazione generale circa le soluzioni che si possono adottare per problemi legati alla disabilità visiva. Anche la prevalenza delle infezioni oculari, come il tracoma e l’oncocercosi, ha subito negli ultimi 25 anni una notevole riduzione.

Nonostante gli ultimi decenni abbiano visto un miglioramento nel quadro generale delle disabilità visive, si stima che il numero di persone con difetti della vista potrebbe triplicare a causa dell’aumento e dell’invecchiamento della popolazione. Le proiezioni suggeriscono che entro il 2050 potrebbero esserci 115 milioni di persone non vedenti contro i 38,5 milioni del 2020.

Le più recenti stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sull’entità globale e le cause delle disabilità visive confermano, però, un’importante opportunità di cambiamento nella vita di milioni di persone: l’80% di tutte le cause di disabilità visiva è, infatti, prevenibile o curabile.

Il progetto dell’OMS, guidato dall’ Universal Eye Health, prevede un Piano d’azione globale 2014-2019, approvato dall’Assemblea mondiale della sanità nel 2013, che ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2019 una riduzione misurabile del 25% delle menomazioni visive evitabili.

A tal fine, l’OMS sostiene gli Stati membri affinché facciano delle valutazioni e sviluppino politiche e piani per migliorare l’accesso a servizi oculistici globali di qualità. A tale scopo sono stati sviluppati numerosi strumenti per la valutazione di: servizi oculistici; servizi e sistemi di riabilitazione; diabete e retinopatia diabetica.

Le azioni degli Stati membri, dei partner internazionali e del Segretariato, sono strutturate attorno a tre principali obiettivi:

1) produrre e raccogliere dati sulla dimensione e sulle cause della disabilità visiva e dei servizi oculistici; e successivamente utilizzare questi dati per monitorare i progressi, identificare le priorità e sostenere la salute degli occhi con un maggiore impegno sia politico che finanziario da parte di tutti gli Stati membri

2) incoraggiare lo sviluppo e l’attuazione di politiche, piani e programmi nazionali integrati per migliorare la salute degli occhi a livello globale; rafforzare, quindi, i servizi di cura degli occhi attraverso la loro integrazione nel sistema sanitario con attività in linea con il quadro dell’OMS

3) Promuovere l’impegno multisettoriale e l’attuazione di partnership efficaci a supporto della salute degli occhi

La visione che è alla base di questo piano d’azione globale, atto a ridurre i problemi visivi e garantire un accesso sicuro alla riabilitazione ai non vedenti, è: “un mondo in cui nessuno è inutilmente ipovedente, dove chi ha una perdita della vista inevitabile può raggiungere il suo pieno potenziale e dove esista un accesso universale a servizi oculistici completi “
Fonte: L'oculista Italiano
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