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SPORT E GIOCO: QUALI I PERICOLI PER GLI OCCHI DEI BAMBINI

Le cause più frequenti e i consigli per prevenire i traumi oculari pediatrici.

Le lesioni oculari pediatriche, che possono essere correlate a sport o ad altre attività ricreative, rimangono un’evenienza frequente anche negli ultimi decenni (1990-2012), e soprattutto i traumi dovuti all’utilizzo di fucili-giocattolo sono risultati in aumento di ben il 168,8%.
I traumi oculari pediatrici, che molto spesso potrebbero essere prevenuti, si possono determinare in un arco temporale molto breve, ma sono spesso causa di lesioni con un grave impatto sull’intero corso della vita del bambino.
Per individuarne le cause più ricorrenti un gruppo di ricercatori americani del Nationwide Children’s Hospital di Columbus (Ohio) ha svolto uno studio retrospettivo basato sui dati raccolti dal National Electronic Injury Surveillance System. Sono stati inclusi nello studio 441.800 pazienti pediatrici, di età inferiore ai 17 anni, trattati in pronto soccorso tra il 1990 e il 2012 per traumi oculari. Le lesioni sono risultate più frequenti nei maschi, che costituivano i due terzi dei pazienti trattati, e ricorrevano prevalentemente nella fascia d’età 10-14 anni e 15-17 anni.
La grande maggioranza dei traumi oculari è risultata curabile e ha portato ad una rapida dimissione dal pronto soccorso, nel 94,6% dei casi.
Le cause più frequenti di lesioni oculari sono risultate essere le abrasioni corneali (27,1%), le congiuntiviti (10%) e i corpi estranei nell’occhio (8,5%). Possono essere, inoltre, individuati alcuni sport quali basket (15,9%), baseball e softball (15,2%) e l’uso di fucili-giocattolo (10,6%) che comportano rischi più elevati. In particolare bisogna sottolineare che circa il 48,5% dei traumi oculari, che hanno richiesto l’ospedalizzazione, erano determinati dai fucili-giocattolo.
Continua, quindi, ad essere importante l’intervento sul piano della prevenzione che deve basarsi su un’attenta sorveglianza da parte dei genitori, specie quando i bambini utilizzano armi-giocattolo. Sarebbero, inoltre, opportune  misure che portino a conciliare la pratica di attività sportive e ricreative, essenziali per la socializzazione del bambino, con misure idonee a ridurre il rischio di trauma, come ad esempio l’utilizzo obbligatorio di un’appropriata protezione oculare.Fonte: L'oculista Italiano
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