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Biotestamento: indicazioni entro il primo aprile

Come compilare esattamente le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), o biotestamento, per esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari da ricevere in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi in caso di malattia. A dare chiare indicazioni in merito dovranno essere entro il primo aprile, come stabilito dalla legge sul Biotestamento, ministero della Salute, Regioni e Aziende sanitarie. Una scadenza in vista della quale tuttavia, afferma l'associazione Luca Coscioni, "non si ha ancora traccia delle informazioni previste", mentre si registra un nuovo di caso di rifiuto delle cure da parte di una malato di Sla che si è così lasciato morire.

E' infatti deceduto nel sonno, dopo aver smesso di respirare, Lodino Marton, 65 anni, di Campodarsego (Padova), da 5 malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e che aveva presentato il biotestamento. Da febbraio l'uomo era ricoverato in un hospice ma già mesi prima aveva redatto tramite Dignitas il proprio testamento biologico. Una volta "passata la legge contro l'accanimento terapeutico - afferma la figlia dell'uomo - mio padre ha subito pensato di chiedere la sedazione palliativa".    Non si tratta del primo caso dall'entrata in vigore della norma: la prima a fare questa scelta, appellandosi proprio alla nuova legge, è stata Patrizia Cocco, nuorese di 49 anni affetta sempre da Sla, che ha dato il suo assenso ai medici per la rinuncia alla ventilazione meccanica e per l'inizio della sedazione palliativa profonda. Anche Marina Ripa di Meana, malata da anni di tumore e morta lo scorso gennaio, ha scelto di percorrere la "via italiana delle cure palliative - come ha lei stessa spiegato in un video-testamento - con la sedazione profonda".  

Una scelta resa appunto possibile dalla normativa sulle Dat, che prevede la possibilità di richiedere, oltre all'interruzione della nutrizione e idratazione artificiale, anche la sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore. Ciò pur in assenza, per ora, di indicazioni ufficiali sulle modalità di compilazione. L'associazione Coscioni ricorda intanto di aver reso disponibile un vademecum per i cittadini e di aver organizzato per il 21 aprile una giornata di mobilitazione nazionale sul Biotestamento. Il ministero è però tenuto entro domenica 1 aprile, ossia 'entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge' sul Biotestamento, come prevede la legge stessa, a "provvedere a pubblicare o informare la popolazione circa le modalità di redigere le Dichiarazioni anticipate di trattamento".

A questa data "manca una settimana, ma ancora non si ha traccia delle informazioni previste, né di azioni in linea con quanto disposto", afferma Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale.    La legge sta però già "aiutando le persone a riappropriarsi delle scelte sulla propria vita, ivi comprese quelle sulla fine della propria vita - dichiara Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Coscioni -. E' necessario ora vigilare sulla piena e corretta applicazione della norma su tutto il territorio nazionale. Ancora poche persone conoscono i propri diritti su questo fronte". Per questo, l'associazione ha redatto una denuncia scaricabile dal suo sito che "può essere utilizzata tutte le volte che i comuni dichiarano di non poter accettare le Dat, contrariamente a quanto previsto dalla legge in vigore e operativa dal 31 gennaio 2018". Fonte: Dottnet
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