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Miopia: via con una goccia di vitamina B2 e pochi secondi di raggi UV

Al congresso Seicor a Las Palmas (Canarie), tre anni fa, ne avevano già parlato i primi sperimentatori, tutti europei, della tecnica PiXL messa a punto dall’americana Avedro in primo luogo per tenere sotto controllo una malattia chiamata cheratocono.
Prima con l’ago incandescente (Fyodorov, 1985), poi con laser sempre più evoluti e ora anche senza chirurgia. Correggere la miopia con gocce di vitamina B2 (riboflavina) e pochi secondi di raggi ultravioletti è l’ultima frontiera. Per ora solo difetti lievi, massimo due diottrie, ma senza toccare l’occhio. Al congresso Seicor a Las Palmas (Canarie), tre anni fa, ne avevano già parlato i primi sperimentatori, tutti europei, della tecnica PiXL (Photorefractive intrastromal cross-linking, o cross-linking fotorefrattivo intrastromale) messa a punto dall’americana Avedro in primo luogo per tenere sotto controllo una malattia chiamata cheratocono evitando il trapianto di cornea che ne è la complicazione terminale.

Lavorando su questo «sfaldamento» del bianco dell’occhio, causa appunto del cheratocono, si è visto che con la stessa tecnica si potevano correggere difetti visivi post laser (post chirurgia refrattiva) e post cataratta e difetti «naturali» come la miopia (fino a due diottrie), l’astigmatismo e l’ipermetropia (fino a una diottria). Finora sono stati corretti così i difetti di un migliaio di persone in cinque centri coinvolti da Avedro: il primo quello diretto da Theo Seiler, sperimentatore di PiXL per il cheratocono, a Zurigo (istituto Iroc), poi in Germania (università di Bochum, centro diretto da Dick), in Grecia ad Atene, in Spagna e a Lugano nel centro Seri (Switxerland eye research) dell’italiano Roberto Pinelli che ha messo a punto il collirio di vitamina B2 osmotica (ParaCel), che penetra nel bianco oculare senza dover sollevare l’epitelio, approvato dall’agenzia del farmaco americana (Fda) che proprio questo mese (aprile 2018) lo ha selezionato, tra molti altri, come standard per la cura del cheratocono negli Stati Uniti, senza nulla di invasivo, senza nemmeno scollare e sollevare l’epitelio dell’occhio.

"ParaCel è stato formulato per penetrare dolcemente nell'epitelio corneale senza la necessità di rimuoverlo. La maggiore concentrazione di riboflavina e la formulazione brevettata consentono la più rapida penetrazione e diffusione nello stroma corneale. La proprietà osmotica di questa peculiare soluzione di riboflavina è la chiave dell'efficacia e della sicurezza di questo trattamento”, dice Roberto Pinelli che ha ideato la molecola ceduta poi all’americana Avedro.

Pinelli, che ha una vasta esperienza nel trattamento del cheratocono, ha così visto riconosciuta come standard negli Stati Uniti la sua tecnica personale per un cross-linking osmotico trans-epiteliale accelerato per il cheratocono con l'uso di ParaCel.

Come funziona? «Dopo le gocce di ParaCel, il trattamento prevede l’erogazione intensa ed accelerata di energia ultravioletta – spiega Pinelli – che entra in sinergia con la riboflavina. In pochi minuti, la parte immediatamente sottostante lo strato più esterno della cornea riceve un consolidamento della sua struttura e un abbassamento della sua superficie. Il consolidamento delle fibre di collagene del tessuto è alla base del principio di cross-linking, cioé della creazione di nuovi legami incrociati che, come una rete sottilissima ma molto resistente, rafforza la cornea e trova quindi un ulteriore indicazione nel trattamento del cheratocono». La luce azzurra (la stessa, ma a potenze diverse, che usa il dentista per rendere «dura» la ceramica) rafforza le fibre della cornea che in questa malattia (colpisce 50-100 persone ogni 2.000) porta negli anni al trapianto. Nei primi pazienti sottoposti alla «luce azzurra» si è osservato, dopo due anni, un miglioramento del cheratocono. Inoltre, la correzione regge nel tempo, non vi sono effetti collaterali, è facile ripetere il trattamento perché non c’è nulla di invasivo. Continua Pinelli: «Utilizzando il sistema di erogazione “intelligente” e con mirino (Eye tracker Avedro), in grado di colpire con flash mirati di raggi Uva anche l’occhio in movimento, si può modellare lo stroma in modo da effettuare correzione visive minime, personalizzate e senza toccare minimamente l’epitelio dell’occhio». La potenza degli ultravioletti è calcolata dall’apparecchio, così come i tempi di irradiazione: comunque di secondi. E la presbiopia? Pinelli da anni la corregge con una tecnica laser ora brevettata (Pinelli presby aspheric lasik, o lasik presbiopica asferica).

Tornando alla miopia, gocce di riboflavina e raggi Uva, consolidando il collagene dello stroma permettono piccole correzioni…Fonte: Dottnet
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