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Cuore: al via progetto di ricerca su terapie genetiche per malattie cardiache


Dalla nuove terapie basate sui geni, all’applicazione di sequenziamento del Dna e creazione di cellule staminali personalizzate: è questa la nuova frontiera per individuare la migliore terapia per pazienti con patologie cardiache e per stimolare la rigenerazione cardiaca dopo l’infarto.

Proprio di questo si occuperà il nuovo progetto di ricerca innovativa e assistenza cardiologica avanzata CardioRiGen, sviluppato da Gianfranco Sinagra, direttore della Struttura complessa di Cardiologia e del Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Ospedale di Cattinara di Trieste e da Mauro Giacca, direttore generale del Centro internazionale per l’Ingegneria genetica e le biotecnologie (Icgeb).

Il programma di lavoro, sostenuto da un finanziamento della Fondazione CRTrieste, prevede uno sviluppo temporaneo di tre anni. Saranno più di 20 le persone coinvolte, tra medici, ricercatori, dottorandi, specializzandi, borsisti, e opereranno nel Laboratorio del Centro Clinico Sperimentale di Cardiolologia Molecolare di Cattinara e il Laboratorio di Medicina Molecolare dell’Icgeb.

“A partire da una singola cellula del sangue o della pelle è oggi possibile ottenere per ogni paziente una coltura di cellule staminali personalizzate, che poi possono diventare cellule contrattili del cuore”, spiega Giacca. “E’ un approccio di straordinario valore per saggiare l’efficacia di farmaci in maniera personalizzata per ogni singolo paziente, offerto soltanto dai centri clinici più prestigiosi a livello internazionale. Oltre a questa medicina di precisione, porteremo anche avanti i nostri studi sulla possibilità di rigenerare il cuore dopo un infarto, un traguardo che oggi sembra possibile grazie alla scoperta di piccoli RNA in grado di rimettere in moto il meccanismo di proliferazione delle cellule cardiache”.

Il Fvg, aggiunge Sinagra, “è ai primi posti in Italia per le malattie cardiovascolari, con quasi 6.000 decessi ogni 100.000 abitanti. Negli ultimi 10 anni sono stati accolti presso l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica di Cattinara oltre 1.200 casi di infarto del miocardio acuto nonché numerose patologie cardiovascolari ereditarie, tutti settori che troveranno nuovo impulso grazie a questo progetto”.

“L’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste – conclude il direttore Antonio Poggiana – intende essere in prima linea nello sviluppo di innovazioni finalizzate a un’assistenza qualificata, a una didattica moderna e alla ricerca traslazionale”.Fonte: Popular Science
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