Professionisti della sanità, le autonomie non ostacolino le cure

Manifesto firmato da 10 federazioni per analisi rischi/benefici
L'autonomia non ostacoli le cure: è importante che a tutti i cittadini sia garantito il diritto alla salute, nello stesso modo. Questo il messaggio con cui professionisti della sanità, in uno schieramento inedito, scendono in campo per manifestare la loro preoccupazione per il progetto del regionalismo differenziato e per ribadire l'importanza di un Servizio Sanitario in cui vengano rispettati i principi di uguaglianza, solidarietà, universalismo ed equità.  Lo fanno in un Manifesto, diretto a Governo e Regioni che fa seguito alla prima assemblea delle professioni sanitarie e sociali,a cui hanno partecipato dieci Federazioni, dalla Fnopi, degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi)alla Fnomceo, degli Ordini dei medici chirurghi e degli e odontoiatri, fino alla Federazione Ordini dei farmacisti italiani (Fofi). In totale rappresentano circa un milione e mezzo di professionisti.

"Le autonomie locali devono essere uno strumento che facilita l'erogazione dell'assistenza e non un ostacolo per l'universalità e l'equità del Servizio Sanitario Nazionale" si legge nel Manifesto, con richieste a Governo e Regioni, in cui i professionisti chiedono anche l' elaborazione di un'analisi rischi/benefici proprio sulle proposte di autonomia differenziata presentate dalle Regioni per misurarne l'impatto sulla finanza pubblica e sulla tenuta di tutti i servizi sanitari regionali. Non solo: il Manifesto fa un ulteriore passo in più in favore di un superamento delle diseguaglianze tra Regioni, chiedendo la garanzia del superamento delle differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali anche mediante la definizione di un Piano Nazionale di Azione e di scongiurare il rischio che sia pregiudicato il carattere nazionale del Servizio sanitario."Il Governo deve porre al centro dell'agenda politica il tema della tutela e unitarietà del Servizio sanitario nazionale - affermano unanimi i presidenti delle 10 Federazioni. Un'altra richiesta è poi, visto che ogni Regione ha la sua specificità, "di adottare iniziative per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche e a quelle di deprivazione e di povertà sociale"

. Tra gli impegni che le professioni della salute chiedono anche l'attivazione di un tavolo di lavoro permanente per un confronto sulle politiche sanitarie. "Il Ssn dopo 40 anni- evidenzia il presidente Fnomceo Filippo Anelli (nella foto) - rappresenta uno strumento in grado di garantire elevati livelli di tutela della salute. Vi sono ambiti di miglioramento, rispetto ai quali occorrono interventi efficaci: è necessaria una riforma che possa restituire fiducia agli operatori sanitari, riconoscendo maggiore responsabilità attraverso la definizione di un nuovo ruolo capace di garantire la salute dei cittadini e allo stesso tempo di farsi carico della sostenibilità del sistema".
Fonte: Dottnet
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