Via libera a quota 100: che cosa succede ai medici dell'Ssn

Chi potrà andare in pensione e come. Si teme uno svuota-corsie
Per quota 100 è quasi fatta: dopo il via libera di ieri dell'Aula del Senato al decretone che contiene la pensione anticipata, adesso tocca alla Camera che approverà il provvedimento in via definitiva.  

E adesso si temono gli esodi dalla sanità. Secondo l’Anaao la riforma determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, diritto che verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo dei medici legato alla massiccia riduzione delle dotazioni organiche. Con la Legge Fornero invece i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. Oggi vanno in pensione i nati nel 1952/1953. L’uscita garantita dalla nuova norma i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25mila tra medici e dirigenti sanitari, potranno dire addio agli ospedali. E non basteranno i giovani neo specialisti a sostituirli perché " i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica. Si tratta, infatti, di conoscenze e di capacità tecniche che richiedono tempo e una lunga osmosi tra generazioni professionali diverse".

Chi ha 62 anni di età e 38 di contributi e chi è più giovane ma ha già maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 se donna) potrà quindi fare domanda all'Inps o telematicamente (se ha il Pin o lo spid) o attraverso il call center o attraverso i patronati o gli altri soggetti abilitati. La prima finestra di uscita possibile avendo maturato i requisiti alla fine del 2018 è il primo aprile per i lavoratori privati e il 1 agosto per quelli pubblici (se si hanno i requisiti raggiunti prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta). I lavoratori pubblici se vogliono uscire il primo agosto devono fare domande di collocamento a riposo all'amministrazione di appartenenza entro il 31 gennaio. Possono inoltre presentare la domanda di pensione all'Inps le lavoratrici che rientrano nella cosiddetta Opzione donna, ovvero quelle che hanno almeno 58 anni (59 se autonome) e 35 di contributi. Per queste ultime l'uscita in pensione sarà meno conveniente sotto il profilo economico dato che l'assegno sarà calcolato interamente con il sistema contributivo.

Intanto dal 2010 al 2016 i medici e i dirigenti sanitari in servizio sono diminuiti di oltre 7.000 unità, cosa che ha permesso alle Regioni una riduzione delle spese per il personale che limitatamente al 2016 ammonta a circa 600 milioni di euro.

"E’ necessario aprire una grande stagione di assunzioni in sanità - sollecita Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed - eliminando l’anacronistico blocco della spesa per il personale introdotto dal governo Berlusconi/Tremonti nel 2010. Ma, soprattutto, bisogna dare una risposta al disagio oramai insopportabile che pervade tutte le strutture sanitarie pubbliche e che induce alla fuga verso il pensionamento, considerato come un 'fine pena', o verso la sanità privata, alla ricerca di posti di lavoro più remunerativi e meno logoranti".Fonte:Dottnet
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