Approda alla Camera la legge sull'eutanasia

Partite le audizioni dopo la sentenza della Consulta sulla necessità delle norme
Ha legato il suo volto e il suo nome a una battaglia, e le sue parole sono state ascoltate. Moriva due anni fa, in Svizzera, il dj Fabo. Proprio nel secondo anniversario del suo ultimo viaggio, sono iniziate alla Camera le audizioni di esperti in merito alla proposta di legge sull'eutanasia e l'aiuto al suicidio. Secondo l'ordinanza della Consulta, che ha chiesto al Parlamento di normare la materia, ci sono ancora 7 mesi di tempo per arrivare a una legge. Per mantenere alta l'attenzione sul tema, l'associazione Luca Coscioni tornerà a marzo nelle piazze italiane.

  Rimasto tetraplegico a causa di un incidente stradale, Fabiano Antoniani, meglio noto come dj Fabo, decise di recarsi in Svizzera per ottenere quella dolce morte che in Italia gli era negata. Morì il 27 febbraio del 2017, accompagnato da Marco Cappato. Fu questo un atto di disobbedienza civile per il quale il tesoriere dell'associazione Coscioni rischia oggi fino a 12 anni di carcere, ma che aveva l'intento di attirare l'attenzione sul "vuoto di tutele costituzionali di cui son vittima i malati". E' stata la Corte d'Assise di Milano a sollevare la questione di costituzionalità sull'articolo 580 del Codice Penale, che in Italia vieta di aiutare un malato, anche se è lui stesso a farne esplicita richiesta, a morire.

La Corte Costituzionale, a sua volta, con la storica ordinanza dell'ottobre scorso, ha chiesto al Parlamento di normare la materia entro il prossimo 24 settembre. E' stata quindi avviata, di recente, nelle commissioni Affari Sociali e Giustizia della Camera, la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare sull'eutanasia e oggi si è tenuta la prima sessione di audizioni. "Dopo due anni - dichiara Cappato - possiamo dire che i messaggi di dj Fabo sono stati ascoltati, dagli italiani prima e dalla Corte costituzionale poi. Ora finalmente anche il Parlamento si è fatto vivo". D'altronde, per i parlamentari il compito è particolarmente complesso. Nell'ordinanza della Consulta, ha spiegato oggi in audizione il presidente del Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) Lorenzo D'Avack, "si unisce senza particolare distinzione l'articolo 580 del Codice Penale che riguarda l'aiuto al suicidio", come quello di Cappato nei confronti di Dj Fabo, "con il 579 che parla, invece, di omicidio del consenziente, come nel caso del dottor Mario Riccio con Piergiorgio Welby".

Ad essere ascoltata oggi, anche la Consulta di Bioetica, associazione che riunisce esperti italiani in materia. "Chi si oppone a eutanasia e suicidio assistito - ha osservato Piergiorgio Donatelli, componente del direttivo - ritiene che la libertà decisionale dell'individuo termini prima della vita stessa". Le audizioni proseguiranno nei prossimi giorni con il Consiglio nazionale forense (Cnf) e l'Unione delle camere penali (Ucpi). Ma i tempi stringono. "Sono rimasti solo sette mesi - spiega Cappato - per una legge sull'aiuto alla morte volontaria. Se non arriverà, continueremo ad aiutare le persone a far valere i propri diritti". Per continuare la raccolta firme a favore della legalizzazione della 'dolce morte', oggi già arrivate a 130mila, l'associazione Coscioni tornerà nelle piazze il 22, 23 e 24 marzo con una mobilitazione nazionale.Fonte: Dottnet
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