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Le nuove terapie: il triamcinolone

Le nuove terapie: il triamcinolone

Tra le nuove terapie attualmente in via di definizione un ruolo importante spetta all'iniezione endoculare di una sostanza: il triamcinolone.

Negli ultimi cinque anni circa abbiamo assistito al ritorno alla ribalta di un farmaco cortisonico, il Triamcinolone Acetonide (TA) che era già in uso nel passato nel mondo oftalmologico per iniezione periorbitaria. Gli impieghi finora riportati in letteratura sono vari, e certo, come spesso accade per le nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche, se da un lato è giusto considerarle, dall'altro è indispensabile avere un approccio serio e motivato, prudente e responsabile.

Il Triamcinolone Acetonide ha dimostrato potenti capacità antiangiogenetiche nei confronti della neovascolarizzazione sottoretinica: inibisce la vitreoretinopatia proliferante nel coniglio e la neovascolarizzazione retinica dopo insulto ischemico nel maiale, la proliferazione fibroblastica nell'occhio umano. Il meccanismo d'azione implica un'azione diretta sulle cellule endoteliali ed un'azione indiretta di inibizione della migrazione ed attivazione dei macrofagi, dei mastociti ed di altre cellule infiammatorie che rilasciano fattori di crescita angiogenici. 
 Quanto all'effetto sull'edema maculare, in realtà al di là delle prove cliniche, il meccanismo d'azione è al momento solo ipotizzato. Conosciamo l'effetto antinfiammatorio degli steroidi perché interferiscono con la cascata dell'acido arachidonico, i cui prodotti (prostaglandine) sono responsabili della rottura della barriera ematoretinica interna postuveitico.

La terapia intravitreale con Triamcinolone Acetonide (IVTA): studi di letteratura 

IVTA ed edema maculare

Le cause più frequenti di edema maculare (EM) sono la retinopatia diabetica, l'occlusione venosa retinica e le uveiti croniche.

L'applicazione del triamcinolone intravitreale più indagata finora è quella dell'edema maculare cistoide o diffuso secondario a retinopatia diabetica.

Massin e collaboratori (1) hanno pubblicato i risultati preliminari di uno studio prospettico controllato su 12 pz seguiti per almeno 3 mesi e comunque non oltre i sei mesi, valutando l'efficacia di 4 mg di farmaco sulla base dell'acuità visiva e dello spessore maculare misurato con OCT. I pazienti arruolati erano stati sottoposti già a trattamento laser dell'edema maculare senza efficacia. Gli autori hanno dimostrato una significativa riduzione dello spessore maculare a 4 e 12 settimane dal trattamento, con una recidiva dell'edema al controllo a 24 settimane in 5 su 12 soggetti. Quanto all'acuità visiva, non è stata dimostrata una efficacia del trattamento almeno a breve termine.

Analoghi risultati erano già stati ottenuti da Martidis e coll. (2) in uno studio non controllato con il 55% e 58% di riduzione dello spessore maculare a 1 e 3 mesi dal trattamento con 4 mg.

Jonas e coll. (3), seppur con dosi maggiori (25 mg), hanno ottenuto un miglioramento dell'acuità visiva nell'81% dei casi a partire da 1 mese fino a sei mesi dopo l'iniezione, con riduzione statisticamente significativa del leakage fluoresceinico.
 Park e coll. (4) hanno trattato 10 casi di edema maculare secondario all'occlusione della vena centrale della retina, ottenendo una riduzione dello spessore maculare all'OCT e un miglioramento dell'acuità visiva statisticamente significativo nell'ambito di un follow-up medio di circa 5 mesi.

L'edema maculare cistoide postuveitico è stato trattato con IVTA in una piccola serie di casi, 12 in totale negli unici due lavori significativi (5,6), con 4 mg in entrambi i lavori e con una risposta terapeutica dimostrata tra le 4 e le 12 settimane dal trattamento sia in termini di acuità visiva che con riduzione dello spessore maculare all'OCT. Entrambi i lavori però riportano un tasso di recidiva quasi del 100% dopo 12 settimane dal trattamento e in 6/12 pazienti si è osservato un ipertono secondario che in un caso è stato controllato con la trabeculectomia. Il triamcinolone acetonide è stato inoltre valutato in corso di vitrectomia via pars plana (VPP) come coadiuvante nella visualizzazione e rimozione della ialoide posteriore e antinfiammatorio locale (7,8).

IVTA e neovascolarizzazione sottoretinica (NVSR)

Il Triamcinolone Acetonide ha dimostrato nei topi la capacità di inibire la neovascolarizzazione sottoretinica laser indotta (9, 10). Ha inoltre capacità antiedemigene, come abbiamo più volte già indicato. Gli entusiasmi dei primi lavori (11,12) sono stati raffreddati dal lavoro di Gillies e coll. (13) che è anche quello con il più lungo follow-up finora pubblicato. 
 Una singola iniezione di 4 mg in 0,1 ml in 73 occhi affetti da NVSR classica non ha dimostrato efficacia sul rischio di perdita visiva in uno studio a doppio cieco, randomizzato contro placebo, con un follow-up di 1 anno; per contro è stata osservata una riduzione od una stabilizzazione della NVSR a tre mesi significativamente più importante che nel gruppo controllo. Più recentemente Jonas e coll. (14) hanno valutato l'efficacia sull'acuità visiva di due consecutive IVTA in 13 pazienti con NVSR occulta o prevalentemente occulta con un follow-up medio dopo la seconda iniezione di circa 5 mesi. Gli autori hanno riportato un miglioramento statisticamente significativo dell'acuità visiva rispetto al gruppo di controllo (tabella 2).

Spaide e coll. (15) hanno riferito di 26 pazienti affetti da NVSR subfoveale di qualunque tipo, trattati con terapia combinata PDT e successiva IVTA. Del gruppo 13 pazienti non erano mai stati trattati e 13 erano già stati sottoposti ad un trattamento PDT. I risultati presentati suggeriscono un'azione sinergica delle due terapie con un miglioramento dell'acuità visiva e un minor numero di ritrattamenti nei due gruppi rispetto alla letteratura. Seppure con pochi pazienti e senza un'omogeneità nella selezione dei casi, lo studio propone la possibilità di coadiuvare l'efficacia della terapia fotodinamica con la contemporanea riduzione dell'essudazione e con l'effetto antiangiogenetico del triamcinolone. 

Miscellanea

I cristalli di TA si depositano sulla ialoide posteriore consentendone la visualizzazione in corso di vitrectomia ai fini di una completa rimozione (16), analogamente a quanto accade per il verde di indocianina per la membrana limitante interna (17), con un potenziale effetto antinfiammatorio locale utile dopo l'intervento. Inoltre è stato suggerito in suo impiego per via intravitreale prima dell'intervento per cataratta in occhi a rischio o già colpiti da rubeosis iridis per retinopatia proliferante, per prevenire o contrastare il glaucoma neovascolare secondario (tabella 3).

 
Complicanze delle iniezione endoculare di triamcinolone

Essendo una pratica invasiva, non vanno trascurati gli effetti indesiderati associati e le possibili complicanze.

- endoftalmite settica 0,9% (1) o asettica (19-21)
 - ipertensione oculare 25% (12); 52% (22)
 - emorragia sottocongiuntivale e/o endovitreale
 - insorgenza/progressione di cataratta (fino al 60%) (11-12)
 - distacco di retina,in percentuale ancora non definita ma che possiamo stimare   del 1-5%
 - dolore, arrossamento oculare, sensazione di corpo estraneo
 - transitoria comparsa di corpi mobili (cristalli di farmaco liberi in camera vitrea)

Protocollo di trattamento

La terapia consta di una iniezione endoculare del farmaco che viene effettuata in ambiente sterile, preferibilmente una sala operatoria, per minimizzare la possibile insorgenza di complicanze.
 La terapia viene effettuata in pochi minuti in anestesia locale con colliri, e non è dolorosa. Subito dopo al paziente viene chiesto di tenere il capo in posizione eretta per almeno due ore dopo il trattamento onde evitare la distribuzione dei cristalli di TA al davanti del polo posteriore con disturbo della visione centrale.
 I controlli devono essere eseguiti dopo 1,7,15,30 giorni e poi secondo valutazione personale.

Conclusioni

La terapia con Triamcinolone Acetonide per via intravitreale attualmente è in disuso anche per problemi di tipo medico legali e per le sue complicanze. Inoltre in patologie, quali l'edema maculare cistoide, sono oggi utilizzati altri farmaci con minori effetti negativi. 
 In attesa di un triamcinolone con una formulazione più appropriata attualmente:
 - vanno definite con chiarezza le reali indicazioni a questa terapia, sulla base di studi di efficacia con casistica numericamente qualificata;
 - vanno chiariti gli aspetti medico-legali relativi alla somministrazione di un farmaco per via non indicata nell'autorizzazione ministeriale.

E' in fase di registrazione un triamcinolone micronizzato, cioè con particelle più piccole in grado di aver un effetto terapeutico e minori effetti collaterali.

Bibliografia

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