Osservazioni e Riflessioni Cliniche - L'Olio di Karitè e le prostaglandine



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16/04/2012 - L'Olio di Karitè e le prostaglandine

L'uso delle prostaglandine per abbassare il tono oculare è di comune impiego nella pratica oculistica, divenendo spesso, a mio parere in modo inappropiato, colliri di prima fascia. Comune è anche trovare questi pazienti, dopo qualche tempo, con iscurimento della cute palpebrele, allungamento delle ciglia, arrossamento della congiuntiva, del bordo palpebrale, oltre a lagnanze varie, come senzazione di corpo estraneo, di sabbia ecc. Da qualche anno uso con molto successo l'olio di Karitè al 99% per la cute palpebrale, risolvendo quasi tutti i fastidi collaterali delle prostaglandine e prostanoidi in colliri. La cute si sbianca molto bene, il bordo palpebrale ritorna normale anche il margine inter-palpebrale, e tutti i fastidi soggettivi rientrano. Se si usano i prostanoidi, il tutto è più difficile, ma comunque il risultato finale permette di continuare la terapia intrapresa. I casi sono largamente documentati con foto pre e post trattamento, e già dopo 40/50 giorni ci sono risultati accettabili, senza alcun effetto collaterale e senza aggiunta di altri colliri. ll frutto dell'albero omonimo, del centro Africa, è noto da anni alla farmacopea cosmetica; mai usato con questa indicazione in oftalmologia, a mia conoscenza. La scoperta della sua efficacia è stata casuale. Dal riscontro fatto ormai da cinque anni, ho avuto esperienza clinica su molti pazienti glaucomatosi con prostaglandine e prostanoidi, che altrimenti non avrebbero tollerato la terapia prescritta. Anche l'iperemia congiuntivale trae beneficio dalla terapia transdermica dell'olio di Karitè; i pazienti hanno meno fastidi e si riscontra meno rossore congiuntivale nei controlli seriati. Questi effetti congiuntivali si hanno se l'olio viene ben disteso sulle palpebre e con un cotton fioc tra le ciglia accuratamente.  Ho lungamente insistito con diversi Area Manager delle Case Farmaceutiche per sollecitare un loro interessamento, ma tutto è stato vano. Si potrebbe usare l'olio di Karitè in diversi modi:
a) come sto facendo, in modo aggiuntivo ed estemporaneo, due volte al di sulla cute palpebrale;
b) immetterlo in salviette monouso per l'igiene del contorno occhio, cosa fattibile e conveniente;
c) immetterlo come eccipiente, se compatibile farmacologicamente, negli stessi colliri, prostaglandine e prostanoidi. La cosa è difficile ma suggestiva commercialmente e scientificamente. 
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