Proteggere gli occhi dal sole

10 cose da sapere

da Sanihelp.it, di Roberta Camisasca

Tutti si preoccupano (giustamente) dei danni del sole sulla pelle.
Ma agli occhi chi ci pensa? Ecco 10 cose da tenere presente prima di esporsi al sole.

È accertato che uno dei fattori di criticità che maggiormente impatta sul benessere degli occhi è l'esposizione ai raggi Uva e Uvb.
A questo proposito è bene non dimenticare che:
  • Diversamente dalla pelle, gli occhi non sviluppano tolleranza ai raggi UVA e UVB, ma diventano più sensibili a ogni esposizione.
  • Un altro elemento da cui difendere i nostri occhi è il riverbero.
    Esistono quattro tipologie di riverbero (distraente, fastidioso, invalidante, accecante) e per ognuno è bene adottare adeguate misure protettive quali, per esempio, lenti a contatto fotocromatiche, anche abbinate a un trattamento antiriflesso.
  • Il riverbero infastidisce principalmente gli individui dagli occhi chiari, per le stesse ragioni per cui la pelle chiara è più soggetta alle bruciature.
  • Nel corso di una giornata normale i nostri occhi usano la stessa quantità di energia che le gambe usano per percorrere 50 chilometri!
  • Le nuvole proteggono poco; persino nelle giornate coperte ben l'80% dei raggi filtra indisturbato e la vicinanza ad acqua, cemento, neve e sabbia aumenta il rischio perché i raggi UVA e UVB vengono riflessi proprio da queste superfici.
  • L'incremento dei raggi UV che arrivano sulla terra è reso maggiore dalla riduzione dello stato di ozono.
    Oltre ai danni alla pelle, l'eccesso di UV danneggia parte del cristallino riducendone la trasparenza e provocando danni che possono aggravarsi con l'età.
  • Si stima che l'intensità dei raggi solari aumenti fra il 6 e l'8% ogni 1.000 metri, per arrivare addirittura al 12% ogni 1.000 metri ad altitudini molto elevate.
  • L'80% dell'esposizione dell'intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni, questo significa che bambini e adolescenti sono particolarmente esposti alle insidie per la vista, trascorrendo buona parte del tempo all'aria aperta.
  • I raggi UV possono aumentare i fattori di rischio quando vengono riflessi da superfici quali acqua, sabbia e cemento, un fattore da non dimenticare durante le vacanze, o quando si praticano attività sportive all'aperto (sci d'acqua, arrampicate, vela, tennis, ecc).
  • Quanto più il sole è alto tanto più elevato è il livello di radiazioni che arrivano sulla superficie terrestre; il livello di radiazioni UV varia nel corso della giornata e diverse volte nel corso dell'anno.

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Raggi Uva e occhi: il rischio montagna

di Pappagallo Mario

MILANO - Vacanze sulla neve, attenti agli occhi. Anche quando il sole non c' è. A rischio la vista.
Il pericolo sono le radiazioni ultraviolette (Uv). In quota, l' 80% degli Uv filtra indisturbato fra le nubi e la neve arriva a rifletterne ben l' 80%.
Inoltre, più si sale più l' intensità dei raggi solari aumenta: 6-8% in più ogni 1.000 metri (il 12% in più ad altitudini molto elevate).
Conseguenze possibili? Immediate: congiuntiviti, accecamento da neve, ustioni della cornea, forte lacrimazione, fotosensibilità.
Negli anni: più serie, a retina e cristallino. L' eccesso di Uv, infatti, «invecchia» prima la lente naturale dell' occhio favorendo la cataratta.
Per questo gli oculisti predicano da tempo che è fondamentale proteggersi dai raggi Uv con occhiali da vista (lenti oftalmiche) e filtri solari (occhiali da sole) schermanti o dotati di lenti fotocromatiche protettive.
«L' eccessiva luminosità ambientale può provocare fenomeni di abbagliamento, affaticamento ed irritazione degli occhi. I raggi Uv possono creare vere e proprie "bruciature" delle delicate cellule della superficie dell' occhio (epitelio corneale) provocando bruciore, fitte, sensazioni di corpo estraneo e, nei casi più gravi, intenso dolore.
Ricordo che il sole è il più potente "laser" naturale»
, spiega Matteo Piovella, segretario della Soi (Società italiana di oftalmologia).
Alle prediche, però, gli italiani non rispondono. Anzi sono tra gli europei più disinformati in fatto di vista.
Lo dicono i risultati di una ricerca internazionale ancora in corso che Ipsos Health sta conducendo per la Transitions Optical.
Tedeschi, portoghesi e spagnoli ne sanno più di noi. Per esempio, per 7 italiani su 10 ben l' 80% della quantità di raggi Uv ricevuti nel corso della vita avviene prima dei 18 anni (falso) e ben il 62% ritiene che gli occhi scuri abbiano meno problemi di esposizione alla luce (ma chi l' ha detto?).
Altro esempio «squalificante»: ben il 20% pensa che gli occhiali da sole «danneggino» la vista.
Forse perché abituato a prodotti di basso costo, spesso comprati in particolare per i bambini: per gioco invece che per prevenzione. La disinformazione italiana, insomma, è sostanziale.
Molti i «non so», anche se circa il 48% della popolazione indossa occhiali o lenti a contatto per disturbi visivi. Scarse le preoccupazioni per l' effetto dei raggi solari (espressa solo dal 9% degli intervistati) e, ancora più preoccupante, il 37% è convinto che i danni agli occhi siano reversibili.

Le malattie oculari provocate dalla luce solare

del Prof. Richard W. Young, Ph.D., Professor Emeritus dell'UCLA Membro dello Jules Stein Eye Institute

L'uso di occhiali da sole per proteggere la vista è un concetto ormai sostenuto dall'Associazione Optometrica Americana, dall'Accademia Americana di Oftalmologia, dal Servizio Sanitario Americano e dall'Associazione.
Il messaggio che devo comunicarvi è molto importante, poiché descrive quella che io ritengo la più grande scoperta del xx° secolo che ha effetto sulla salute degli occhi.
Essa apre una nuova era e la sua conoscenza sembra dipendere, in maniera significativa, dalla partecipazione degli ottici e dalla stampa.
Il messaggio si articola in tre parti.
In primo luogo, è necessario evidenziare che il problema delle malattie oculari causate dalla luce solare è grave : esso è all'origine del pericolo incombente che corre la salute degli occhi.
In secondo luogo, è stata identificata la vera causa del problema.
Terzo, sono stati individuati i mezzi di protezione, e sono già disponibili.

Il problema delle malattie oculari causate dalla luce solare

Le patologie oculari causate dalla luce solare comprendono la cataratta senile, la degenerazione maculare senile, lo pterigio, il cancro dell'epitelio pericolare e la fotocheratite.
Tutte le persone sono a rischio : nessuno, ricco o povero, ovunque si trovi, è immune da questi mali,che sono gravi.
Nella nostra società, in tutto il mondo, la cataratta e la degenerazione maculare sono le cause principali della perdita della vista e le cause primarie della cecità.
La più comune malattia oculare da luce solare è la cataratta, che si è rivelata una malattia "costosa" sia in termini di danni alla salute (cecità) che in termini economici.
Nel decennio 1982 - 1992 sono stati spesi 50 miliardi di dollari per interventi chirurgici per cataratta, con ben più di un milione di interventi eseguiti ogni anno.
Oggi, è più probabile che una persona con una durata di vita normale si sottoponga ad un intervento di cataratta che a qualsiasi altro tipo di operazione. (Young, R.W. 1993, The Charles F. Prentice Medal Award Lecture 1992: Optometry and the Preservation of Visual Health [Conferenza al Charles F. Prentice Award 1992: Optometria e Conservazione della Salute della Vista], Optom. Vision Sci., 70:255-262).
Ancora peggiore è la degenerazione maculare , in America causa principale di cecità negli anziani.
Questa malattia produce una degenerazione della retina fotosensibile ,proprio nel punto peggiore e cioè nel centro del campo visivo.
La conseguenza è che dovunque si guardi, c'è sempre un punto cieco che blocca l'immagine desiderata e rende impossibile leggere.
Si tratta di una malattia che invalida la vita professionale e non esiste nessun rimedio per ristabilire una vista corretta. Che cosa accadrà in futuro se continuerà questa tendenza?
Nell'anno 2040 ( nonostante si preveda che nel frattempo saranno eseguite 100 milioni di operazioni di cataratta) dai 25 ai 36 milioni di americani soffriranno di questa malattia e altri 15-20 milioni saranno affetti da degenerazione maculare. Il problema è veramente grave.
Le malattie provocate dalla luce solare provocano sintomi diversi e colpiscono parti diverse dell'occhio.
Vediamo in che cosa consistono.
La cataratta è un'opacizzazione del cristallino.
La degenerazione maculare distrugge la parte centrale della retina, il cancro dell'epitelio perioculare, lo pterigio e la fotocheratite colpiscono la parte anteriore dell'occhio.
Ma tutte appartengono alla stessa famiglia perché tutte hanno in comune la stessa causa fondamentale: la luce solare.

Occhi protetti sotto il sole (da Saninforma)

L'occhio, per la sua funzione specifica e per la sua posizione anatomica, è continuamente esposto a sollecitazioni luminose. Fortunatamente, tuttavia, possiede la capacità di neutralizzare in parte gli effetti delle radiazioni solari: l'ammiccamento, la contrazione della pupilla, l'aggrottamento delle sopracciglia sono infatti meccanismi di difesa molto efficaci.

Inoltre, i pigmenti oculari presenti nella retina (luteina, zeaxantina e melanina) hanno l'importante funzione di filtrare la luce, e il cristallino, che ha la funzione di far convergere sulla retina le immagini, è una lente biologica efficace nell'assorbire le radiazioni. Spesso, tuttavia, queste misure protettive possono non essere sufficienti, soprattutto in condizioni estreme, quando il riverbero della luce è maggiore (es. al mare, sulla neve o nelle giornate molto soleggiate) o per chi ha occhi particolarmente sensibili (es. portatori di lenti a contatto). I danni causati dalle radiazioni solari sull'occhio sono maggiori di quanto si possa pensare.

L'opacizzazione del cristallino (cataratta), sembra in qualche modo correlata all'esposizione alla luce solare intensa e anche altre patologie a carico dell'occhio, che interessano la retina, possono essere provocate dai raggi UV. L'eccessiva esposizione alle radiazioni UV può infine causare stati infiammatori degli occhi o eccessiva sensibilità alla luce (fotofobia). E' dunque consigliabile proteggersi con occhiali scuri soprattutto quando la luce è particolarmente intensa e l'esposizione di lunga durata. Le lenti protettive devono possedere determinate caratteristiche; per avere garanzia di protezione, le lenti devono non solo ridurre l'abbagliamento solare, ma anche assicurare un assorbimento del 100% delle radiazioni nocive per gli occhi.

La forma della montatura, inoltre, dovrebbe essere sufficientemente avvolgente da non permettere alle radiazioni solari di passare lateralmente. In presenza di difetti della visione (miopia, astigmatismo, ipermetropia) gli occhi sono più sensibili alla luce e il colore delle lenti dovrebbe variare a seconda del tipo di difetto. In particolare, mentre le lenti grigie sono adatte a tutti, chi è miope trarrà maggiori vantaggi orientandosi verso lenti marroni o ambra e chi è ipermetrope dovrà optare per lenti verdi. E' bene infine sottolineare che le lenti a tinte sfumate, nonché quelle di tonalità come il rosa, l'azzurro o il giallo non proteggono sufficientemente dalla luce solare e hanno finalità esclusivamente estetiche.

Il sole invecchia gli occhi (di Marco Malagutti)

D'estate si è molto preoccupati della salute della pelle e di come proteggerla adeguatamente. La stessa giusta attenzione, però, non viene dedicata alla salute degli occhi, che sotto il sole vengono trascurati e invecchiano. Con il rischio, nelle situazioni più gravi, di episodi di cataratta anche tra i più giovani. Questi i temi posti al centro dell'attenzione dalla Commissione difesa vista, che nel suo annuale vademecum, ha ribadito l'importanza di proteggere gli occhi dai rischi di stagione. L'occhio è un organo essenziale e sensibile, avvertono gli esperti. Va quindi protetto dai raggi Uv: raggi invisibili che penetrano l'atmosfera e sono responsabili delle bruciature. Non a caso la nocività dei raggi Uv è uno dei temi principali di sensibilizzazione dell'opinione pubblica da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Per evitare di avere problemi quali occhio secco, cheratiti, congiuntiviti, fino anche alla cataratta e al carcinoma, è bene indossare occhiali da sole di qualità, certificati in base alle direttive CE. Una cosa che non tutti fanno, a giudicare dai numeri. Il 48% dei connazionali, infatti, secondo un sondaggio dell'Istituto Piepoli su un campione di 1.019 persone indossa raramente, o addirittura mai o quasi mai, gli occhiali protettivi. Una percentuale sulla quale Vittorio Tabacchi, presidente della Commissione difesa vista, mette in guardia sottolineando come «bisogna sensibilizzare di più questa fetta di popolazione». «La filosofia secondo cui prevenire i danni è decisamente meglio che curarli - aggiunge Gianni Mariutti, dell'Istituto superiore di sanità (Iss) - per i danni agli occhi da esposizione ai raggi Uv è più che mai vera. I risvolti negativi legati a una sconsiderata esposizione ai raggi Uv del sole, secondo l'Iss, sono numerosi e già da tempo appurati da autorità scientifiche e da istituzioni sanitarie di tutto il mondo. Non solo effetti a breve termine come eritema e scottature, ma anche cataratta e retinopatie».

Cataratta anche tra i giovani

E proprio su questi risvolti punta il dito Pietro Ducoli, ricercatore dell'Irccs Fondazione G.B. Bietti onlus. «Sono in aumento - spiega Ducoli - i casi di cataratta e maculopatia. Tra i vari fattori c'è certamente l'aumento dell'età media: sono disturbi che si presentano, infatti, dopo i 55 anni. Ma sono disturbi indirettamente riconducibili all'esposizione ai raggi solari: ad ammalarsi di più, ad esempio, sono pescatori, maestri di sci, gente insomma che lavora all'aria aperta. Sono aumentate anche le congiuntiviti irritative tra i bambini e i casi di cataratta giovanile. Ne vedo uno ogni settimana, precisa l'esperto. Le cause possono essere tante: inquinamento, radiazioni, buco dell'ozono e lampade solari". «Il numero di persone affette da cataratta - continua Gianni Mariutti - è in aumento in tutto il mondo. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'assunzione di alcuni farmaci come antibiotici, antidepressivi e ipogligemizzanti, in combinazione con i raggi Uv può provocare reazioni fitochimiche che peggiorano i danni alle strutture oculari», aggiunge. «In particolare - precisa - è stato riscontrato che la tetraciclina, un diffuso antibiotico, in combinazione con i raggi Uv solari favorirebbe l'insorgenza della cataratta. Fare uso di occhiali da vista o da sole dotati di lenti che filtrino i raggi Uv è perciò una buona azione di prevenzione, soprattutto dei danni a lungo termine la cui rilevanza è tanto maggiore quanto più aumenta l'aspettativa di vita delle persone», evidenzia lo specialista. «Le persone - conclude Vittorio Tabacchi, presidente della Commissione difesa vista - sono ancora poco sensibili alla salute degli occhi e ai prodotti di qualità. Il 7 luglio sarà la Giornata nazionale anti-contraffazione, che riguarderà tutti i settori e non solo quello dell'ottica».

Che cosa sono le radiazioni solari(di Marco Malagutti) ?

I raggi luminosi emessi dal sole sono formati da un insieme di particelle energetiche, chiamate fotoni, ed arrivano sulla Terra sotto forma di radiazioni. A seconda della lunghezza d’onda, possono essere classificati in radiazioni visibili (raggi colorati) e radiazioni non visibili, a loro volta divise in raggi infrarossi (IR), a lunghezza d’onda maggiore, e raggi ultravioletti (UV), a lunghezza d’onda minore. I raggi ultravioletti sono i più ricchi di energia e pericolosi per l’uomo.
I raggi luminosi e l’uomo… in dettaglio
Ultravioletti C (UVC) 200-290nm- sono pericolosissimi per l’uomo, ma fortunatamente vengono bloccati dall’ozono presente nell’atmosfera, che impedisce loro di arrivare sulla terra.
Ultravioletti B (UVB) 290-320nm- sono i raggi che, penetrando a livello epidermico, provocano l’abbronzatura, ma possono anche essere la causa di arrossamento della pelle (eritema).
Ultravioletti A (UVA) 320-400nm- penetrano negli strati profondi dell’epidermide e sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della formazione di piccoli tumori della pelle (melanomi).
Infrarossi (IR)>800nm- hanno effetto calorifico e provocano vasodilatazione e sudorazione.
I livelli di radiazione ultravioletta (UV) e la loro azione sono influenzati da diversi fattori.
Altezza del sole. Il 60% delle radiazioni giornaliere arriva sulla terra tra le ore 10,00 e le 14,00.
Latitudine. Vicino all’equatore i livelli di UV sono maggiori.
Altitudine. Ad alta quota le radiazioni UV sono maggiori.
Clima. Le nuvole e l’umidità assorbono parzialmente le radiazioni UV, che invece raggiungono i massimi livelli con il cielo sereno.
Superficie terrestre. La neve può riflettere l’85% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta il 15%, l’acqua il 5%, l’erba il 3%, l’asfalto il 2%.
Ozono. L’ozono filtra le radiazioni UV più pericolose. Il suo livello, oltre ad essere costantemente minacciato dall’inquinamento atmosferico, varia nel corso dell’anno.


Che cosa è l’indice UV?
L’indice UV indica l’intensità della radiazione ultravioletta solare che giunge sulla terra. Viene adottato a livello internazionale per informare sul possibile rischio derivante da un’eccessiva esposizione al sole.
L’occhio è particolarmente esposto allo stress causato dalla luce. I fotoni visibili “violetti e blu” insieme con l’UVA, sono pericolosi per la retina, mentre il cristallino e la cornea sono particolarmente sensibili ai raggi UVC.
La cornea. E’ un tessuto oculare trasparente posto davanti all’iride. Fa da primo filtro per le radiazioni luminose ed è quindi la prima struttura ad essere danneggiata da una eccessiva esposizione ( SECCHEZZA, BRUCIORE).
Il cristallino. E’ una piccola lente posta dietro l’iride che ha la funzione di far convergere sulla retina le immagini provenienti sia da vicino che da lontano. L’assorbimento di radiazioni solari, con gli anni, danneggia la sua struttura e causa la perdita di trasparenza (CATARATTA).
La retina. E’ l’equivalente di una pellicola fotografica che riveste la superficie interna dell’occhio. Non è uguale in tutta la sua estensione, ma vi si riconosce un’area centrale, detta macula, che controlla la visione dettagliata, mentre la parte restante amplia il campo visivo. I danni che le radiazioni solari possono provocare alla retina sono in larga misura irreversibili. Diverse patologie hanno dimostrato un coinvolgimento delle radiazioni solari nella induzione o nella pregressione del danno retinico (EDEMA MACULARE CISTOIDE, RETINOPATIA SOLARE, DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETA’).
La degenerazione maculare legata all’età è la principale causa di perdita della vista dopo i 50 anni. E’ una malattia dell’occhio caratterizzata da un danneggiamento della macula con perdita della visione centrale. Una delle principali cause è costituita dal progredire dell’età e dall’invecchiamento dei tessuti della retina, determinato dalla combinazione di diversi fattori come fumo, obesità, ipertensione, colore chiaro degli occhi, ed una eccessiva esposizione alla luce solare.
Quando i raggi ultravioletti penetrano nell’occhio e interagiscono con l’ossigeno, si formano delle molecole particolarmente aggressive, dette radicali liberi, che danneggiano alcune importanti cellule della macula (coni e bastoncelli). Le cellule danneggiate si accumulano nello spessore della macula stessa formando degli annessi giallastri chiamati drusen (MACULOPATIA SECCA). Si possono formare anche nuovi vasi sanguigni più fragili che rompendosi determinano edema ed emorragie (MACULOPATIA ESSUDATIVA).

Rimedi utili per preservare la vista
L’età media aumenta, quindi l’occhio e la pelle assorbono, in media, una maggiore quantità di radiazioni nocive rispetto al passato. Importantissimo è proteggersi soprattutto quando esistono diversi fattori di rischio per prevenire gravi malattie come la degenerazione maculare senile (DMLE).
1)Protezione dalle radiazioni solari: occhiali e cappello!
La vista va protetta dai raggi ultravioletti, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati. Le lenti devono garantire protezione contro i raggi UV.
2)Alimentazione corretta e multivariata!
Vitamine e sali minerali aiutano a combattere l’accumulo dei cosiddetti “radicali liberi” che possono danneggiare le diverse strutture oculari e soprattutto la retina. Queste sostanze definite “antiossidanti” sono la vitamina A, C ed E, il betacarotene e la luteina, elementi come lo zinco e il selenio. Si trovano nella frutta come arance, kiwi, albicocche e nella verdura come peperoni, pomodori, carote e soprattutto quelle a foglia verde come spinaci, broccoli, lattuga, ecc. E’ dunque consigliabile consumare abbondanti porzioni di questi alimenti.
3)Integrazione naturale: la luteina
La luteina è un pigmento giallo che si trova in molti vegetali, frutta, grano e anche tuorlo d’uovo. Nel nostro organismo si accumula soprattutto nell’occhio e in particolare nella macula. La luteina oltre ad essere un potente antiossidante in grado di proteggere le strutture oculari dai danni dei radicali liberi, insieme alla zeaxantina, suo isomero, forma il “pigmento maculare”, una sorta di “filtro” che assorbe i raggi della luce blu e quelli ultravioletti (UV) impedendo alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare il tessuto sensibile della retina.
La luteina, in altre parole, può essere definita come un “occhiale da sole naturale” attivo 24 ore su 24. La luteina però non viene prodotta dal nostro organismo e può solo essere assunta con gli alimenti o gli integratori. Molti ricercatori hanno dimostrato che una dieta ricca di luteina o un supplemento di tale sostanza è in grado di ridurre il rischio di insorgenza della degenerazione maculare senile (DMLE)

La salute degli occhi dati in italia

Milano, 1 Luglio 2009 - Il 40 % degli italiani è poco attento alla salute degli occhi. E' quanto emerge da una recente ricerca voluta dalla Commissione Difesa Vista e realizzata da C.R.A. Customized Research & Analysis. Un'indagine accurata su prevenzione, controllo e correzione della vista effettuata su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Così scopriamo che solo il 60% degli italiani utilizza gli occhiali da sole: circa 35 milioni di individui, ma solo per il 52% sono "indispensabili per proteggere gli occhi dai danni che può causare il sole".

L’obiettivo della Commissione Difesa Vista, organismo nato nel 1972 con l’obiettivo di informare in maniera corretta e puntuale su argomenti legati alla salute del bene vista, è proprio quello di convincere anche l’altro 40 % del campione dell’importanza dell’occhiale da sole, che il loro uso non va vissuto come un semplice vezzo, modaiolo e prettamente estivo, ma come un atteggiamento salutare e protettivo, una ricetta di benessere per la nostra salute oculare, valida tutto l’anno e importante tanto quanto le creme solari per proteggerci dai raggi UV!

«L’esposizione, prolungata o impropria, dei nostri occhi a una luce troppo forte, soprattutto ai raggi ultravioletti, può portare all’infiammazione della cornea e essere anche una concausa di malattie degenerative come la cataratta e le maculopatie», afferma Francesco Loperfido, Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Commissione Difesa Vista, «Il sole quindi può procurare danni agli occhi, esattamente come avviene per la pelle».

La luce del sole che fa tanto bene all’umore va quindi “dosata” per il bene dei nostri occhi. L’attenzione aumenta in estate perché l’effetto è più evidente, ma è bene sapere che i raggi UV sono presenti tutto l’anno. La parte più dannosa della radiazione sono i cosiddetti “fotoni ad alta energia”. Quelli ultravioletti sono una minaccia per le parti più superficiali del nostro occhio – cornea, congiuntiva e cristallino – mentre quelli visibili “violetti e blu” insieme con gli “UVA” non completamente assorbiti dalle strutture anteriori, possono essere nocivi anche per la retina. Le strutture oculari maggiormente interessate dall’azione delle radiazioni a corta lunghezza d’onda sono il cristallino e la retina e in particolare la retina centrale.

Congiuntiviti e cheratiti sono le reazioni immediate e più evidenti, ma non proteggere gli occhi con occhiali di qualità, certificati in base alle direttive CE, può anche causare dei danni a lungo termine e favorire malattie ben più gravi come la cataratta e la degenerazione maculare. E non bisogna pensare assolutamente che sia “una questione per gente adulta e anziana”. Tutt’altro.

«L’impiego di occhiali da sole protettivi, dovrebbe iniziare in giovane età e continuare per tutta la vita», ammonisce il Dottor Loperfido. «In questo modo si ridurrebbe al minimo l’esposizione alle radiazioni solari (soprattutto ultraviolette e violette/blu), rallentando l’invecchiamento dei tessuti oculari e ritardando l’insorgenza delle malattie. Posticipando l’insorgenza dei disturbi si eliminerebbero praticamente la cataratta e la degenerazione maculare, come cause rilevanti di difetti della vista», osserva il dottor Loperfido.
Proteggere gli occhi deve essere una priorità per tutti e per tutte le età. Ancor di più per i bambini. «L’azione dei raggi Uv sugli occhi dei bambini così sensibili possono provocare disturbi immediati, come le cheratiti, per esempio, cheratiti, che potrebbero predisporre gli occhi alla cataratta e a altre alterazioni della retina», spiega Loperfido. Nella valigia per l’estate 2009 – ma anche durante tutti i dodici mesi (soprattutto in montagna o se si praticano attività sportive, nonché alla guida) – è indispensabile quindi, accanto a un buon libro e a una crema solare, mettere un paio di occhiali da sole di qualità per tutti i membri della famiglia anche i più piccoli. La fase successiva è una scelta consapevole dell’occhiale da sole.

«Se abbiamo malauguratamente acquistato un paio di occhiali su una bancarella credendo di risolvere il problema, è meglio non utilizzarli», afferma Vittorio Tabacchi, presidente di Commissione Difesa Vista. «Invece di proteggerci dalle radiazioni, potrebbero infatti causarci altri problemi come allergie al naso, agli zigomi e al padiglione auricolare. Per questo il mio consiglio è quello di indossare un paio di occhiali da sole di qualità, costruiti con materiali anallergici, che rispettano tutti gli standard in materia di tutela della salute».

L’occhiale non certificato, quindi oltre ad avere una lente scandente che non protegge i nostri occhi, potrebbe anche provocare delle allergie alla pelle. «Diverse sostanze presenti in lenti e montature d’occhiali sono potenzialmente allergizzanti», spiega la Dottoressa Claudia Pazzini, Dermatologa presso l’U.O. di Dermatologia e Cosmetologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, «In particolare il nichel, contenuto in montature metalliche, è uno dei principali allergeni, responsabile di dermatiti eczematose da contatto. Un fattore importante nello sviluppo di tali allergie è il rilascio di tale sostanza sulla pelle in seguito all’usura del materiale».

Inoltre la pelle intorno agli occhi è molto delicata e sensibile e l’occhiale da sole la protegge dai danni da raggi UV. «Gli UVB possono provocare eritemi e arrossamenti e svolgono un ruolo anche nello sviluppo di melanomi e carcinomi cutanei. Gli UVA danneggiano gli strati più profondi della pelle e sono i principali responsabili dell’invecchiamento attinico o “photoaging” (e conseguente comparsa di rughe) e dello sviluppo di macchie scure», conclude la dottoressa Pazzini.

Commissione Difesa Vista (CDV) è un organismo nato nel 1972 con l’obiettivo di informare in maniera corretta e puntuale su argomenti legati alla salute del bene vista. Nel corso degli anni, la Commissione, composta dai maggiori specialisti in materia, ha organizzato seminari, convegni, workshop e realizzato un gran numero di campagne pubblicitarie e informative sui temi degli occhi e della visione, oltre a ricerche su argomenti più scientifici.

Tipi di onde

di Ludovica Battista

In questo modulo ci occuperemo soprattutto di onde meccaniche che presuppongono l'esistenza di un mezzo di propagazione composto da particelle che trasmettano la perturbazione oscillando o vibrando.
Qual è il mezzo di propagazione, per ognuna di queste onde meccaniche?
  • Ola
  • Pendoli di Newton
  • Onde su una corda
  • Onde del mare
  • Suono
  • Onde sismiche
Il mezzo di propagazione della "ola" sono le persone, per i pendoli di Newton il mezzo è costituito dalle biglie.
Per le onde che si propagano su una corda il mezzo è naturalmente la corda, per le onde del mare è l'acqua.
Le onde sonore possono trasmettersi in ogni mezzo solido, liquido o gassoso (non nel vuoto) e infine le onde sismiche si trasmettono attraverso le rocce o l'acqua.

La velocità di propagazione delle onde è riferita al mezzo in cui esse viaggiano e dipende dalle caratteristiche fisiche di esso. Il suono, per esempio, viaggia alla velocità di 343 m/s nell'aria in condizioni standard di temperatura e pressione, ma giunge fino alla velocità di 6000 m/s nel granito.

Le onde elettromagnetiche, diversamente da quelle meccaniche, si trasmettono anche attraverso lo spazio vuoto ad una velocità enormemente più elevata. Nel vuoto la velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche è c = 3 108 m/s.

Questa velocità, nota a tutti come velocità della luce, riveste una importanza fondamentale nella fisica moderna in quanto è un limite superiore non raggiungibile da nessun corpo dotato di massa.
La teoria della relatività di Einstein si fonda sul postulato che la velocità della luce sia indipendente dal sistema di riferimento.

Oltre alla luce appartengono alla famiglia delle onde elettromagnetiche le onde radio, le microonde, gli infrarossi, gli ultravioletti, i raggi X e i raggi Y. Tutte queste onde si propagano mediante la vibrazione di campi elettrici e magnetici.
Infine le onde di materia sono associate, nell'ambito della fisica quantistica, a particelle di materia (elettroni, protoni, neutroni..). Vedremo che questo fatto rappresenta uno dei punti caratteristici della fisica moderna, in cui i confini tra i modelli corpuscolare e ondulatorio diventano sfumati portando ad una serie di implicazioni e speculazioni filosofiche sulla natura della realtà.
Anche se la natura delle onde meccaniche, elettromagnetiche e di materia è affatto diversa, tuttavia le proprietà ed i fenomeni ondulatori sono gli stessi, così che è possibile studiare in modo unitario le caratteristiche della propagazione ondulatoria.

Data ultimo aggiornamento pagina: 20/11/2012


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