Chirurgia della cataratta - intervento di cataratta

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Leggi anche : la patologia della cataratta

Cataratta secondaria e Yag laser

Molti credono o pensano che l'intervento di cataratta venga eseguito con il laser ma non è così. Si utilizzano ultrasuoni con un metodo chiamato facoemulsificazione o un microgetto d'acqua con una tecnica chiamata Aqualase.
La facoemulsificazione è l'inserzione di una lente nel sacco capsulare permettono risultati eccezionali.

Utilizzo del laser

Circa nel 25% dei pazienti alcune settimane o mesi o anni dopo l'intervento di cataratta.

Perché e come si utilizza il laser?

La cataratta assomiglia ad una specie di lenticchia e l'intervento consiste nel rimuovere la porzione anteriore dell'involucro, nell'asportare poi tutto il contenuto e nell'inserire poi il cristallino artificiale nell'involucro restante o sacco capsulare.
Ebbene, sebbene l'involucro, al momento dell'inserimento del cristallino artificiale sia trasparente, può succedere nel tempo che si opacizzi (cataratta secondaria); in tal caso, la vista del paziente si annebbia di nuovo come quando, prima dell'intervento, c'era la cataratta.

Yag laser per la cataratta

Con un laser, chiamato Yag, si disintegra l'involucro opaco nella sua porzione centrale (il raggio laser riesce a passare attraverso il cristallino artificiale senza danneggiarlo) e si ridà chiarezza alla visione.
L'opacizzazione dell'involucro avviene più precocemente nei pazienti giovani e si verifica più frequentemente con certi modelli di lenti anche se le differenze percentuali sono minime.
L'intervento si esegue con o senza lente a contatto previa anestesia corneale, dura pochi minuti ed è efficace e sicuro.
Tuttavia, è opportuno eseguire uno Yag Laser per tale patologia solo quando il visus è almeno diminuito di un 30%, o la qualità della visione del paziente viene alterata dalla opacità della capsula posteriore.



Aspirazione della cataratta con facoemulsificatore Questo perchè è comunque una procedura invasiva che necessita di consenso informato, essendo descritti, anche se raramente, inconvenienti vitreo-retinici secondari al trattamento Yag Laser.
Di solito si dilita la pupilla con midriatico a bassa concentrazione e bastano pochi colpi per tagliare la capsula centrale.
Il più frequente inconveniente che può succedere e di intaccare la lentina introculare, tale errore di solito non comporta difficoltà visive per il paziente.
La bravura del chirurgo è quella di mettere a fuoco la capsula posponendo lievemente il fuoco dello strumento in camera vitrea.

Video dell'Intervento di Cataratta del Dott. Marco Verolino

Presentazione Dott. Marco Verolino

Cataratta Milky White

Cataratta Senile



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Il primo cristallino artificiale

Testo tratto da Cataract and Refractive Surgery Today.
Il 27 novembre 1947 è stato impiantato in Inghilterra dal Dr. Harold Ridley il primo cristallino artificiale.
Come venne l'idea? Che materiale impiegò? Quali risultati ebbe?
Un giorno mentre il chirurgo asportava chirurgicamente una cataratta da un occhio, un assistente chiese come mai toglieva una lente così importante dall'occhio senza sostituirla ? L'idea era nata. Era appena terminata la seconda guerra mondiale e molti erano i soldati che negli ultimi anni erano ricoverati con ferite agli occhi.
Alcuni piloti di aerei da combattimento avevano ricevuto ferite con schegge del parabrezza degli aerei e, cosa molto strana, questo materiale non dava reazioni o infiammazioni all'occhio?
Il Dr. Ridley pensò che questo poteva essere il giusto materiale.
Infatti, lo era.
Tanto è vero che, per parecchi decenni, è stato l'unico materiale impegnato per produrre cristallini artificiali.
I risultati dei primi interventi. Alcuni buoni , altri no.
La chirurgia oftalmica, a quei tempi, veniva ancora eseguita ad occhio nudo (senza microscopio), era molto grossolana. Inoltre si sapeva poco sul come costruire un buon cristallino (di forma, peso e dimensione adatta) e come sterilizzarlo per non avere infezioni o infiammazioni.
Ma, il grande pregio del dr. Ridley è di aver tracciato una strada che ha dato (fino ad ora) la vista ad almeno 60 milioni di persone in tutto il mondo.


Siti collegati:
www.miopia.com
www.oculista.info
Preparazione all'intervento di cataratta : Scheda Paziente per l'intervento di cataratta vedi la scheda

Gli strumenti utilizzati per la preparazione all'intervento della cataratta

Microscopio endoteliale

Il microscopio endoteliale consente, senza alcun contatto col paziente, di acquisire automaticamente l'immagine dell' endotelio e di visualizzare alcuni parametri clinicamente utili relativi alle cellule, tra cui: numero e densità delle cellule, forma e superficie, area minima ed area massima, percentuale di cellule di varia forma, istogramma della distribuzione di dimensione delle aree, pachimetria.
La procedura di acquisizione è gestita e realizzata via software, garantendo così una maggiore affidabilità, un minor costo realizzativo ed una maggiore flessibilità di utilizzo. La camera digitale CCD utilizzata consente di ottenere immagini ben contrastate e di ottima qualità. L'algoritmo di scelta del miglior fuoco rappresenta un sistema di focalizzazione del tutto innovativo.
Lo strumento non necessita di alcun computer, in quanto esso è integrato al suo interno.

Ecobiometria A-scan

Ecobiometria A-scan per la determinazione del potere della lentina intraoculare (IOL), indispensabile per la preparazione all'intervento di cataratta e per decidere e concordare con il paziente la migliore e più gradevole visione post-operatoria.
Con la determinazione del potere della lentina ( IOL ) si può decidere se privilegiare la visione per vicino o per lontano, secondo le abitudini del paziente e secondo il difetto refrattivo pre-operatorio.

Intervento di cataratta (scelta del chirurgo)

Ricorrere ad un intervento chirurgico agli occhi è qualcosa che nessuno fa con piacere; se proprio c'è un'esigenza dovuta alla presenza di patologie più o meno gravi (cataratta,glaucoma, patologie corneali,patologie retiniche) occorre per lo meno saper scegliere bene il chirurgo e la struttura a cui appoggiarsi.

La scelta del chirurgo oculista non è sempre facile anche se è favorita dal gran numero di informazioni oggi disponibili nei Centri Oculistici, privati e non, presenti in Italia e sui medici chirurghi che ci lavorano.
In realtà, l'eccessivo numero di indicazioni e consigli, spesso in contraddizione tra loro e provenienti da soggetti diversi e più o meno informati (medico di famiglia, amici, parenti,mass-media), possono generare confusione e rendere questa scelta molto difficile.

E' utile, quindi, per orientarsi, seguire alcuni criteri essenziali successivamente elencati:
  • Accertarsi dell'esperienza del chirurgo, del numero di interventi effettuati, del grado di specializzazione raggiunto: molti chirurghi oculisti, per esempio, scelgono di dedicarsi alla chirurgia del segmento anteriore (cataratta , chirurgia rifrattiva, trapianto di cornea, glaucoma) oppure del segmento posteriore dell'occhio (chirurgia vitreo-retinica) proprio per raggiungere la manualità ed il grado di esperienza ottimale per gli uni o per gli altri interventi, più difficile da ottenere praticando la totalità degli interventi chirurgici oculari.
  • Ricorrere ai chirurghi più aggiornati, che abbiano partecipato ad un certo numero di congressi nazionali ed internazionali, che abbiano pubblicato libri e/o articoli scientifici e che sappiano pertanto proporre al paziente le più recenti tecniche chirurgiche; l'oculistica,infatti, è in costante progresso e le tecniche chirurgiche si evolvono molto repentinamente; è necessario perciò evitare il rischio di essere sottoposti ad interventi chirurgici non più attuali.
  • Una buona indicazione del modo di lavorare del chirurgo e della sua equipe viene dato anche dalla visita medica preoperatoria; la moderna chirurgia per fornire risultati ottimali deve essere preceduta da un attento e accurato esame dell'occhio; esso deve consentire al medico, attraverso l'esecuzione di numerosi e differenti accertamenti specialistici, di valutare le condizioni dell'occhio e stabilire l'idoneità all'intervento; quindi, una visita ben fatta è un buon indice che verrà anche fatto un buon intervento.
  • Informarsi con molta attenzione sull'intervento chirurgico proposto; cioè sui vantaggi ma anche sugli inconvenienti e sui possibili rischi; leggere, con molta attenzione, il consenso informato; oltre ad una spiegazione dell'intervento che verrà eseguito, esso deve descrivere anche le complicazioni, sia quelle importanti che quelle meno rilevanti; comunque, il paziente deve chiedere al medico le informazioni ritenute necessarie e cercare di chiarire eventuali dubbi; le risposte devono essere complete ed esaurienti.
    I Centri Oculistici più organizzati, oltre a mettere a disposizione dei pazienti gli opuscoli informativi su tutte le patologie trattate, forniscono ogni spiegazione attraverso un approfondito colloquio.
  • Struttura privata o pubblica? Quale struttura fra quelle pubbliche?
    Certamente è preferibile quello dove si eseguono molte chirurgie oftalmiche, dove ci sia un' equipe ben strutturata e aggiornata, dove si esegua chirurgia ambulatoriale.
    Nella scelta incide senz'altro anche il costo dell'intervento. Chi vuole spendere poco o nulla trova nella struttura pubblica la sede idonea dell'intervento; occorre, comunque accertarsi di essere operati dal chirurgo prescelto e non da un altro, magari meno esperto.
    In ambienti privati, il paziente è certo che verrà operato dal chirurgo prescelto e può preferire la data dell'operazione, cosa che può essere utile anche per ridurre al minimo l'assenza dal lavoro; inoltre, egli riceve un'assistenza più personalizzata.
Fonte : www.camospa.it
Altre notizie sull'intervento di cataratta: interventodicataratta.it

Prostata e Cataratta

I risultati di un nuovo studio rafforzano la necessità che, i pazienti che assuono Omnic® e Pradif® (tamsulosina) per il trattamento dell'ingrossamento della prostata e di problemi urinari, debbano informare il proprio oculista circa il loro utilizzo di questo farmaco prima di un intervento chirurgico agli occhi. La raccomandazione viene dall'American Academy of Ophthalmology e dalla Società Americana di Chirurgia della cataratta e rifrattiva (ASCRS) e aggiorna quanto era stato già reso noto nel 2006. Il nuovo studio, pubblicato lo scorso mese nel Journal of American Medical Association, ha rilevato che gli alfa-bloccanti (Omnic e Pradif in Italia) aumentano il rischio di alcune complicanze durante gli interventi chirurgici per cataratta.

Raccomandazione per i pazienti: uomini e donne I pazienti che assumono alfa-bloccanti o prendono in considerazione l'ipotesi di assumere alfa-bloccanti, dovrebbero essere consapevoli del fatto che i farmaci possono aumentare la difficoltà di un intervento chirurgico di cataratta. Anche se L'Omnic ed il Pradif sono in gran parte prescritti agli uomini per il trattamento dell'ingrossamento (ipertrofia) della prostata, ci sono anche alcune donne che assumono il farmaco per il trattamento di problemi di ritenzione urinaria. Altri alfa-bloccanti sono usati per trattare l'ipertensione (Cardura, Minipress).

È importante che i pazienti informino il proprio oculista se sono in corso di trattamento con alfa-bloccanti, come Pradif e Omnic, o lo hanno fatto in passato. Una volta informato, l'oculista può prevedere alcuni problemi e decidere di utilizzare tecniche chirurgiche differenti che consentano, comunque, di raggiungere ottimi risultati. I pazienti non devono decidere di cessare autonomamente l'assunzione di farmaci per la prostata / alfa-bloccanti senza consultare il proprio medico generico o il proprio urologo.

Prima di ricevere per la prima volta la prescrizione di un farmaco alfa-bloccante, i pazienti che sono già affetti da cataratta devono sapere che questi farmaci potranno successivamente complicare l'operazione di cataratta. Per questo motivo, sarebbe opportuno consultare il proprio oculista in merito, in modo da decidere anche su quale possa essere il momento migliore per sottoporsi ad intervento di cataratta.

"Ci sono molti fattori che un medico deve valutare nella scelta di un farmaco per il trattamento dell'ingrossamento della prostata", ha dichiarato il dottor David F. Chang, uno dei ricercatori che hanno identificato per la prima volta l'effetto che può avere l'Ominic nell'intervento per cataratta. "I chirurghi oculisti sono in grado di fornire ulteriori consigli su come l'Omnic ed il Pradif potrebbero incidere nei pazienti sui rischi per la chirurgia oculare, e se possa essere consigliabile l'interruzione, la procrastinazione o il divieto di assumere il farmaco".

E' anche importante ricordare, per non allarmare i pazienti già in terapia con Omnic e Pradif, che essi possono avere risultati eccellenti sottoponendosi ad intervento per cataratta, a patto che il loro oculista che esegue l'intervento venga avvisato. "Anche assumendo Omnic e Pradif, il rischio di gravi complicanze chirurgiche nell'intervento per cataratta è molto basso, ed i pazienti non devono per questo evitare o ritardare l'intervento chirurgico", ha detto il dottor Chang.

Informazioni di base La cataratta e l'ipertrofia (ingrossamento) della prostata sono condizioni che diventano molto comuni col passare degli anni. La cataratta è una progressiva opacizzazione del cristallino, una piccola lente che si trova negli occhi, ed è la più comune causa di peggioramento della vista legata all'invecchiamento. Gli oculisti trattano la cataratta chirurgicamente rimuovendo il cristallino naturale opacizzato e sostituendolo con un cristallino artificiale trasparente.
Le informazioni sono fornite dal Centro Oculistico Pascotto

Linee guida per la cataratta

di Prof. Umberto Merlin. Specializzato in Oculistica, Libero docente in Ottica Fisiopatologica - Rovigo

Il Consiglio Direttivo SOI delibera l'elenco degli esami oculistici preliminari consigliati per interventi della cataratta e chirurgia rifrattiva per qualsiasi struttura Pubblica o privata (convenzionata o accreditata).

Per l'intervento di cataratta, eseguita con qualsiasi tecnica e qualsiasi strumento:
  1. visita oculistica completa (comprendente anamnesi, refrazione, visus corretto, tonometria, esame degli annessi e del segmento anteriore).
  2. Biomicroscopia corneale (che comprende esame alla lampada a fessura, conta endoteliale). Oftalmoscopia (che comprende l'oftalmoscopia propriamente detta quando è possibile esplorare il fondo oculare, altrimenti esami per valutare la funzionalità e posizione della retina come elettroretinografia e l'ecografia.
  3. Ecobiometria oculare (indispensabile per calcolare il potere della lente intraoculare da impiantare).
Per la chirurgia rifrattiva con laser ad eccimeri :
  • visita oculistica completa (comprendente anamnesi, refrazione, visus corretto, tonometria, esame degli annessi e del segmento anteriore).
  • Pupillometria (lo strumento a disposizione del centro).
  • Oftalmoscopia (che comprende l'oftalmoscopia propriamente detta per una valutazione della papilla e del fondo oculare).
  • Pachimetria oculare (per accertare la fattibilità della correzione con il laser).
  • Topografia corneale (per accertare eventuali situazioni o conformazioni corneali controindicanti l'intervento).
  • Aberrometria (necessaria per i laser che hanno in dotazione un programma di ablazione personalizzata).
Linee guida approvate con delibera del Consiglio Direttivo in data 19-6-2004

La facoemulsificazione

da vedo.net

La facoemulsificazione è il metodo più avanzato per il trattamento definitivo delle cataratte.
Offre la possibilità di realizzare un intervento chirurgico molto semplice, ambulatorialmente, rapido (dura solo otto minuti) e con anestesia topica (gocce), il che permette di evitare molti problemi e complicazioni, ad esempio il paziente può continuare a prendere le sue medicine.
Inoltre, i punti di sutura non sono necessari e il recupero è molto rapido.

Come si realizza la facoemulsificazione?

Vi sono diversi metodi universalmente accettati e tutti efficaci.
Sarà il chirurgo a scegliere, per ogni paziente, la tecnica più appropriata.
Oggi la tecnica d'elezione è la facoemulsificazione.
Con questa metodica, una piccola sonda ad ultrasuoni frammenta la cataratta consentendone la rimozione attraverso una piccola incisione di soli 3 millimetri.
L'intervento è eseguito ambulatorialmente in anestesia locale e dura circa 20 minuti.
Non si avverte dolore nè al momento della anestesia locale nè tantomeno durante e dopo l'operazione.
Il chirurgo opera sempre con l'ausilio del microscopio.
Nella quasi totalità dei casi, se l'occhio lo permette, viene asportato il cristallino opaco e sostituito con uno artificiale, permanente, in materiale plastico perfettamente tollerato.
Questa lente artificiale viene inserita nella capsula del vecchio cristallino, ancorata ai suoi legamenti naturali, rimanendo per sempre all'interno dell'occhio.
La visione si riacquista rapidamente e progressivamente fin dalla prima giornata raggiungendo la stabilità verso l'8° giorno.
Talvolta, dopo questo termine, sono necessari occhiali per ottimizzare la visione per lontano e per vicino.

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Data ultimo aggiornamento pagina: 15/07/2013


ZEISS AngioPlex - Prima Installazione in Italia

L'Angiografia OCT senza mezzo di contrasto(dynless) è un'innovativa tecnologia di imaging che permette di visualizzare in modo eccellente la vascolarizzazione corioretinica. Durante un comune esame oct si può osservare la rete vascolare superficiale e profonda ed arrivare alla diagnosi prima di qualsiasi altro esame strumentale. Questa tecnologia si sta sviluppando a grandi passi sostituendo in gran parte l'esame fluoroangiografico che necessita di mezzo di contrasto. Le immagini che l'angiografia oct dynless permette, offrono la possibilità di fare diagnosi precoce nelle maculopatie retiniche e nel glaucoma, anticipando l'instaurarsi del danno strutturale e permettendo di intervenire con la terapia più adeguata in modo mirato. Angioplex Zeiss è il primo AngioOCT ad aver avuto l'approvazione dalla FDA in USA. Principi tecnologici e imaging degli Angio-OCT sito ufficiale zeiss

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