Osservazioni e Riflessioni Cliniche - OCT: Spessore delle cellule ganglionari in macula



Questa rubrica raccoglie osservazioni cliniche e di ricerca dell'autore del sito su problematiche oftalmologiche originali, spesso non trattate in letteratura, che assumono priorità e proprietà intellettuale alla data di pubblicazione sul sito stesso. Ogni diritto di originalità e priorità sui testi e sulle idee viene avocata dal titolare del sito, ed è tutelata ai sensi e per gli effetti della normativa nazionale ed internazionale in materia. La loro divulgazione ha come fine il rendere noto agli utenti del web ed ai colleghi oculisti le considerazioni alle quali l'autore è giunto per offrire un proprio ed originale contributo all'oftalmologia.

19/09/2017 - OCT: Spessore delle cellule ganglionari in macula

Lo spessore delle cellule ganglionari nella regione maculare GCC è una nuova possibilità diagnostica che gli SD-OCT ormai da qualche tempo offrono. Questa possibilità è supportata da una letteratura sempre crescente che ne avvalora l'utilità e ne sottolinea la ripetibilità inter operatore ed intra operatore. 

Ci sono studi che evidenziano che la diminuzione dello spessore ti tali cellule possa intervenire prima della diminuzione delle fibre assiali ganglionari che si misurano a 3.4 mm intorno al bordo del disco ottico RNFL. I device OCT offrono valutazioni in falsi colori e numeriche nei sei settori dell'area maculare nei 6 mm di diametro indagati. I limiti intraretinici che i device hanno nei software per delimitare lo strato delle cellule ganglionari e dare una misura dello spessore possono però essere inficiati da molte patologie presenti nella retina centrale, e anche dal profilo retinico che, con una certa frequenza, non permette misure valide. 

La problematica della validazione statistica con database di riferimento impone di avere in memoria soggetti sani con un profilo retinico standard. I dati offerti dai diversi SD-OCT in commercio sullo spessore del RNFL e GCC sono quindi da interpretare non perdendo di vista il quadro complessivo neuroretinico, il profilo al polo posteriore, la presenza di atrofia peripapillare, la conformazione della papilla, la presenza di edema retinico e di ogni altra patologia che possa inficiare i dati offerti dalle misurazione tomografiche. 

La nostra attenzione e valutazione anche questa volta saranno la chiave giusta per la migliore interpretazione diagnostica che gli OCT favoriscono ma, senza alcun dubbio, non possono escludere.
firma
Ricerca Oculisti
torna su