osservazioni medico oculistiche - Valore dell’oro e gli equilibri finanziari

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03/06/2026 - Valore dell’oro e gli equilibri finanziari


Valore dell’oro e gli equilibri finanziari

-        Il re dei metalli e la de-dollarizzazione

 Nell’economia globale il valore dell'oro è strettamente legato ai mutamenti e alle incertezze che attraversano il sistema economico internazionale. Non soltanto nei periodi storici in cui l’inflazione cresce, le tensioni geopolitiche sono più evidenti e la crescita del debito accelera, ma anche nelle fasi di relativa stabilità ed espansione economica, il metallo giallo ha sempre rappresentato il bene rifugio per eccellenza, configurandosi quale riserva di valore, di solidità e continuità patrimoniale tanto per gli Stati quanto per gli investitori privati.

   Le banche centrali e gli operatori finanziari acquistano il metallo giallo per proteggersi dalla svalutazione e dalla tumultuosità dei mercati finanziari. In particolare, le banche centrali di tutto il mondo, paesi emergenti in primis, tendono ad aumentare le loro riserve auree per garantire la stabilità finanziaria ed economica alla loro Nazione. Nel corso degli anni, la domanda istituzionale di oro è aumentata, innalzandone la quotazione.

  L’oro rappresenta la vera "polizza di assicurazione" contro l'inflazione, l'alto debito sovrano e le incertezze politiche interne ed internazionali. La de-dollarizzazione e la storica rivalutazione del suo valore, ha spinto in particolare i paesi del Sud Globale, Cina in testa, ad accumulare lingotti d’oro per ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense. L’oro ha un valore intrinseco, incurante dell’oscillazione dei titoli di stato, dell'aumento del debito pubblico e dell’instabilità dei governi: si conferma un asset rifugio, il più tenace “baluardo economico di resilienza”. Pur essendo un bene infruttifero senza cedole, dividendi e flussi di cassa, viene solitamente integrato nei portafogli d’investimento nella prospettiva di lungo periodo, per ridurre la volatilità complessiva del valore degli altri strumenti finanziari.

-        L’oro come metallo

   L'oro è l'elemento chimico con numero atomico 79. Nella tavola periodica degli elementi il suo simbolo è Au, dal latino aurum. È un metallo di transizione tenero, pesante, duttile, malleabile, dal colore giallo inconfondibile, simile al sole.

  E’ un  metallo inattaccabile dalla maggior parte dei composti chimici; in pratica solo l'acqua regia lo può sciogliere. Miscela altamente corrosiva, l’acqua regia è una miscela concentrata, composta da una parte di acido nitrico, HNO₃, e tre parti di acido cloridrico, HCL. Il nome deriva dal fatto che è in grado di sciogliere il "re dei metalli", appunto l’oro, da sempre associato alla regalità per purezza, lucentezza e incorruttibilità. Molto stabile chimicamente, l'oro puro è tuttavia molto tenero e deformabile; in gioielleria viene pertanto legato ad altri metalli, argento o rame, conferendo consistenza alla lega che ne deriva.

  Dalla percentuale di oro e di metalli, si determina la caratura, il grado di purezza dell'oro all'interno di una lega metallica; la scala complessiva di caratura è di 24 parti. Le carature più diffuse sono: 24 carati (24 - 999 millesimi), in pratica oro puro al 100%, utilizzato per lingotti e monete da investimento; 18 carati (18 - 750 millesimi), l’oro più diffuso in oreficeria, 75% di oro puro e 25% di altri metalli; 14 carati (14 - 585 millesimi), 58,5% di oro puro, più comune nei mercati anglosassoni e nordeuropei; 9 carati (9 – 375 millesimi), 37,5% di oro puro.

 Si trova allo stato nativo sotto forma di pepite, grani e pagliuzze nelle rocce e nei depositi alluvionali.  L’Australia possiede le più grandi riserve minerarie di oro al mondo, oltre 12.000 tonnellate, segue il Sudafrica, con il celebre bacino del Witwatersrand, con riserve per circa 5.000 tonnellate, la Russia, con i depositi nella Siberia e nell'Estremo Oriente, gli Stati Uniti, con i grandi giacimenti in Nevada, la Cina, primo produttore mondiale di oro, con vasti giacimenti in tutto il paese e, infine, il Canada.

-        Il Gold Standard

   L’oro è stato adoperato fin dall'antichità per coniare monete e, prima dell'avvento della moneta, fu utilizzato come controvalore per le emissioni valutarie degli Stati, all'interno del cosiddetto Gold Standard. Il Gold Standard, o sistema aureo, era un sistema monetario internazionale in cui il valore della moneta era direttamente ancorato all'oro. Le banche centrali garantivano la convertibilità delle banconote in oro fisico a un prezzo fisso. Inoltre la quantità di denaro stampabile non poteva superare le riserve auree custodite nei caveau di ciascuno stato.

  Abbandonato definitivamente nel 1971 con il "Nixon Shock", il Gold Standard ha lasciato il posto alle odierne valute a corso legale (fiat). Una valuta a corso legale (o "valuta fiat") è una moneta cartacea o digitale non convertibile in oro o altre materie prime, il cui valore è garantito dall'autorità statale. Il termine “fiat”, dal latino "sia fatto", indica che la moneta è creata per decreto. La fine della convertibilità del dollaro statunitense in oro venne annunciata il 15 agosto 1971 dall’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon; si pose così fine al sistema di Bretton Woods in auge dal 1944.

-        Bretton Woods

  Un punto di partenza per comprendere gli equilibri economici attuali e il panorama finanziario è l’accordo firmato nel luglio del 1944 dai 44 Paesi alleati, a guerra ancora in corso, presso il Mount Washington Hotel di Carroll, nel New Hampshire - USA, noti come Bretton Woods Agreement. Tale accordo consentì, nel secondo dopoguerra, l’istituzione di un sistema monetario internazionale stabile, basato su tassi di cambio fissi ancorati al dollaro statunitense, a sua volta convertibile in oro al prezzo di 35 dollari l’oncia. Come conseguenza, furono istituiti il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e la Banca Mondiale, con l’obiettivo di favorire la cooperazione economica tra gli Stati.

   Le nazioni coinvolte, con l’esclusione di Italia, Germania e Giappone, allora nazioni sconfitte nel conflitto, contribuirono alla costruzione di un solido ordine economico globale, capace di scongiurare gravi crisi. Attraverso il sistema del Gold Exchange Standard, il dollaro divenne l’unica valuta convertibile in oro, mentre le altre valute nazionali furono agganciate alla moneta statunitense. Questo sistema ha governato l’economia mondiale per circa 25 anni, entrando in crisi alla fine degli anni Sessanta a causa della crescente inflazione e del calo di fiducia nel dollaro (il già citato Nixon Shock). Il boom economico occidentale del dopoguerra fu in larga parte favorito proprio da questo accordo.

-        Banca d’Italia, riserve auree e mondo finanziario

 La Banca d’Italia annovera circa 6.800 dipendenti, con competenze distribuite in numerosi ambiti. Fondata nel 1893 per unificare gli istituti di emissione, nel 1926 divenne l’unico ente autorizzato a emettere banconote e a vigilare sul sistema bancario. Con la legge bancaria del 1936 acquisì lo status di istituto di diritto pubblico, mantenuto fino al 1993, anno in cui è stato introdotto il Testo Unico Bancario (TUB, D.Lgs. 385/1993), che disciplina l’attività bancaria e creditizia, sostituendo la normativa precedente. Un ulteriore pilastro è rappresentato dal Testo Unico della Finanza (TUF, D.Lgs. 58/1998), che regola i mercati finanziari, gli investimenti e gli intermediari.

  Oggi il sistema bancario sta attraversando una profonda trasformazione: le banche evolvono sempre più verso modelli di “piattaforma”, offrendo servizi tecnologici avanzati. Parallelamente, il rapporto diretto e fiduciario con il cliente tende a indebolirsi, mentre crescono le cosiddette “banche in tasca”, accessibili tramite applicazioni e servizi digitali attivi 24 ore su 24. La Banca d’Italia è oggi saldamente integrata nel sistema economico europeo.   

  Questo processo strutturale, avviato negli anni Novanta, ha portato nel 1999 all’introduzione dell’euro, inizialmente per scopi contabili, e nel 2002, alla sua effettiva circolazione tramite banconote e monete. Dal gennaio 2026, l’Eurozona si compone di 21 Paesi che adottano l’euro come moneta unica. Con il Trattato di Maastricht del 1992, le competenze in materia di politica monetaria, emissione di moneta e gestione del tasso di cambio sono state trasferite dai singoli Stati alla Banca Centrale Europea (BCE).

   L’Italia detiene una delle più grandi riserve auree al mondo, pari a 2.452 tonnellate. Il 95% è costituito da lingotti (95.493 unità), mentre il restante 5% è composto da monete d’oro (circa 870.000 pezzi). Il Paese si colloca al terzo posto a livello globale, dopo gli Stati Uniti (circa 8.133 tonnellate) e la Germania (oltre 3.350 tonnellate). All’incirca la metà delle riserve auree italiane è conservata nel caveau principale della Banca d’Italia a Palazzo Koch; il resto è depositato negli USA presso la Federal Reserve Bank di New York, al 33 Liberty Street e a Fort  Knox, nel Kentucky (1061 tonnellate), nella Banca Nazionale Svizzera (149 tonnellate) e nella Banca d’Inghilterra (141 tonnellate).

  La Germania, tra il 2013 e il 2017, decise di rimpatriare 53.780 lingotti d’oro precedentemente custoditi presso la Federal Reserve. La diversificazione del rischio, insieme alla riduzione dei costi e alla maggiore facilità nelle operazioni di scambio, oltre a ragioni logistiche e di sicurezza, ha storicamente indotto la Banca d’Italia a non trasferire l’oro dai depositi esteri.

   Nell’Unione Europea la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), con sede a Basilea, svolge un ruolo di coordinamento tra le banche centrali, promuovendo la stabilità monetaria e finanziaria globale; analogamente, la Banca Centrale Europea (BCE) contribuisce alla cooperazione internazionale anche con i Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Il panorama bancario globale risente fortemente dell’influenza delle banche cinesi, come l’Industrial and Commercial Bank of China (oltre 6.600 miliardi di USD di attivo), l’Agricultural Bank of China e la China Construction Bank. Tuttavia la JPMorgan Chase & Co. (capitalizzazione di mercato al 2026 di 824 miliardi di dollari) resta la banca più grande al mondo. Da anni assistiamo a un processo di consolidamento del settore bancario, caratterizzato da fusioni e acquisizioni che riducono il numero degli istituti e aumentano la concentrazione del mercato, sia in Europa sia negli Stati Uniti.

-        La tokenizzazione

 Le prospettive sul valore del metallo giallo e del suo rapporto con l'economia nel prossimo futuro dipendono da molti fattori. Le tensioni geopolitiche e l'aumento dei debiti pubblici spingono gli investitori a considerare l’investimento nel metallo giallo come tutela dal rischio dei sistemi finanziari. Banche Centrali di economie emergenti e del blocco BRICS,  l’alleanza economica e politica di Paesi emergenti formata da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, Egitto, Iran, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e l'Indonesia con il 40% della popolazione globale, continuano ad accumulare riserve auree, al fine di ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense. Dopo una crescita storica che ha portato le quotazioni a superare i $ 4.500 l’oncia, gli analisti prevedono un rialzo dell’oro a oltre i $ 5.000 l'oncia, che entro il 2030 arriverà tra i $ 6.200 e i $ 10.000 per oncia. In futuro sarà possibile l’acquisto di oro in piccole quantità.

  Tokenizzazione significa convertire un dato, un oggetto o un concetto in un "token", un identificatore digitale univoco. Questo termine assume significati specifici a seconda del contesto tecnologico. Token deriva dall'antico inglese, "segno", "simbolo", "prova". Oggi il significato si è esteso e indica un oggetto tangibile, un sostituto di denaro, un certificato simbolico di diritto; in altri termini una prova di identità per autorizzare un accesso (token bancario). La tokenizzazione dell'oro sarà una nuova possibilità. In pratica si converte la proprietà dell'oro fisico in token digitali su blockchain, "catena di blocchi", in sostanza su un  registro digitale condiviso, immutabile e decentralizzato.

  Ogni token rappresenta una determinata quantità di oro custodita in caveau sicuri. Questo sistema consentirà la proprietà frazionata, di allargare la base degli investitori e l’accesso con capitali minimi.

   L'oro continuerà a rimanere un punto fermo, un bene di riferimento, una misura di stima, un controvalore, il bene della ricchezza per antonomasia destinato a rimanere asset cruciale nell’'economia attuale e del futuro.

 

 

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