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In caso di osteoporosi l'astensione dai bifosfonati porta a fratture

Chi prende farmaci per l'osteoporosi per lunghi periodi in genere è invitato a sospenderli temporaneamente per prevenire effetti collaterali rari ma gravi. Ma uno studio della Loyola University ha rilevato che la mancata assunzione dei bifosfonati può portare (nel 15,4% dei casi) a fratture ossee. Questi sono i farmaci più comuni che vengono prescritti proprio per la cura della patologia, perché rallentano la disgregazione delle ossa e contribuiscono a mantenerne la densità e a ridurre il rischio di fratture. Ma hanno alcuni effetti collaterali come l'osteonecrosi della mandibola (quando l'osso mascellare inizia a indebolirsi e a morire) ​​e la frattura atipica del femore.

Per ridurre il rischio di questi effetti collaterali, l'American association of clinical endocrinologists e l'American college of endocrinology raccomanda che le donne a rischio moderato di osteoporosi facciano una astensione dai farmaci dopo cinque anni di trattamento orale con bifosfonati e dopo tre anni per chi assume questi principi attivi via endovenosa. Inoltre, le donne a più alto rischio di osteoporosi dovrebbero astenersi dal farmaco dopo 10 anni di trattamento orale e sei anni di trattamento eeeper via endovenosa.

Fonte: Endocrine Practice
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