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Morbillo: gravi rischi per figli di mamme non immuni

Occorre vaccinare donne in età fertile per proteggere i neonati
Migliaia di donne in età fertile, in Italia, non sono immunizzate contro il morbillo e non possono trasmettere protezione immunitaria al figlio nei primi mesi di vita. In questo modo ne aumentano il rischio di contrarre la malattia in tenerissima età, con possibili complicanze gravissime. A mettere in guardia è il presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Massimo Galli, ascoltato in Commissione Sanità del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge sulle disposizioni in materia di prevenzione vaccinale.  Nel 2017 casi di morbillo segnalati nel nostro Paese, ha ricordato l'esperto, sono stati 4.885, con 4 decessi; nel 2018 i casi al 30 novembre erano 2.427, con 8 decessi.

"L'età mediana dei colpiti, pari a 27 anni nel 2017 e a 25 anni nel 2018 - ha ricordato - è un chiaro indicatore della presenza di centinaia di migliaia di adulti suscettibili al morbillo perché mai vaccinati o perché non si sono mai infettati". Tra loro sono comprese anche "molte donne in età fertile". Dato "allarmante perché i bambini che si infettano in assenza della copertura anticorpale materna durante il primo anno di vita risultano a più alto rischio di sviluppare una panencefalite subacuta sclerosante", una rara forma cronica e progressiva di encefalite. Se invece la mamma ha avuto il morbillo o è stata vaccinata possono giovare di una protezione, trasmessa attraverso la placenta, per i primi mesi di vita.  Dalla Simit arriva quindi, non solo un no all'abolizione dell'obbligatorietà dei vaccini, ma anche un appello a prendere nuovi provvedimenti: "urgono - ha concluso Galli - interventi che garantiscano l'immunizzazione per lo meno nelle donne in età fertile". Fonte:Dottnet
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