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I batteri della bocca tra i più resistenti senza cibo

Studio individua nei Klebisella forti capacità sopravvivenza
In caso di apocalisse si sa già quali saranno i batteri iper-resistenti che potrebbero restare in vita. Oggi sono ospiti 'insospettabili' della bocca. Si tratta di Providencia alcalifaciens, Klebsiella pneumoniae e Klebsiella oxytoca, con questi ultimi due che riescono a sopravvivere per più di 100 giorni senza alimentarsi. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno creato una sorta di sfida alla sopravvivenza, inserendo centinaia di campioni di batteri dalla saliva umana in alcune provette.  Così questi microbi, che sono abituati a vivere in una bocca ricca di nutrienti, si sono trovati affamati nel loro nuovo ambiente.

Giorno dopo giorno, gli studiosi si sono messi a controllare i campioni per vedere quali fossero ancora vivi. In questa sfida i Klebisella (che, dicono gli studiosi, nella bocca viene considerata una specie perdente) sono risultati i più resistenti. E' stato notato come i Klebsiella avevano subito mutazioni genetiche che potrebbero aver permesso di sopravvivere anche senza cibo. I ricercatori descrivono questa specie come 'agenti patogeni opportunisti'. Nelle persone sane, vivono in bocca pacificamente, affollati da altri microbi e incapaci di crescere o causare problemi. Ma fuori dalla bocca, dove pochi altri batteri sopravvivono, Klebsiella sa essere più forte. La ricerca è stata condotta dal Forsyth Institute, dal J. Craig Venter Institute, dalle Università di Washington e della California, ed è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. 

 

fonte: Proceedings of the National Academy of Sciences
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