Vitamina D2 e Vitamina D3: che differenza c'è e come la comunità scientifica si è espressa riguardo alla «migliore»

Vitamina D2 e Vitamina D3: che differenza c'è e come la comunità scientifica si è espressa riguardo alla «migliore»

La comunità scientifica internazionale non ha dubbi: la D2 (quella presente in fonti vegetali) è meno efficace della D3 (quella prodotta naturalmente dalla pelle umana esposta al sole. 
Ferma restando la necessità della prescrizione medica, facciamo chiarezza su queste sigle che contribuiscono in maniera determinate alla nostra salute

Mantiene sani ossa, denti e muscoli, ha un ruolo protettivo contro le infezioni, regola la risposta immunitaria, è coinvolta nell'equilibrio della pressione sanguigna e anche nella modulazione dell’espressione genica. 
Di recente, la scienza si è spinta pure oltre, dandole un ruolo nel contrastare lo sviluppo del melanoma, del cancro al colon-retto e al seno.

La vitamina D, si sa, è un nutriente fondamentale per la salute, ma non è tutta uguale e, all’interno del nostro corpo, non si comporta allo stesso modo. 
Secondo una recente pubblicazione su Nutrition Review, la vitamina D2 - presente in fonti vegetali come funghi e piante - sarebbe vera e propria antagonista della D3, che è la forma prodotta naturalmente dalla pelle umana in risposta alla luce solare e si trova anche in alimenti di origine animale, come pesce e uova.

Ferma restando la necessità della prescrizione medica per ovviare ai rischi legati al fai-da-te, facciamo chiarezza su queste sigle che contribuiscono in maniera determinate alla nostra salute.

Differenza tra Vitamina D2 e Vitamina D3
Il vero nome della vitamina D2 è ergocalciferolo e ha origini vegetali, ossia è prodotta dalle piante. 
La vitamina D3, chiamata colecalciferolo, viene prodotta naturalmente dall'uomo. 
Ognuno di noi è in grado di autoprodurla grazie all’esposizione al sole e in seguito di sintetizzarla. 
Ne consegue che fonti di Vitamina D2 sono quindi reperibili in alimenti vegetali (come ad esempio i funghi), mentre la D3 si trova in alcuni alimenti animali (latte, pesce e in particolar modo nell’olio di fegato di merluzzo). 
Una volta prodotta o assorbita, la vitamina D viene convertita nel suo metabolita attivo, che svolge tutta una serie di funzioni cruciali nel corpo umano.

Interrogandosi sull’utilità di somministrare integratori sostitutivi nei mesi invernali e nei casi di grave carenza, la comunità scientifica internazionale si è espressa unanimemente a favore della D3 perché ha maggiore biodisponibilità e una maggiore stabilità. 
Questo significa che il corpo la assorbe e la utilizza in modo più efficiente e la D3 rimane disponibile nell'organismo per un periodo più lungo. Inoltre, ha un ruolo più significativo nel supporto del sistema immunitario.

«Dobbiamo questa scoperta a un team di studiosi italiani», ci informa Andrea Giusti, specialista delle malattie metaboliche ossee e metabolismo minerale scheletrico, e Direttore SC medicina interna 1 Ospedale Villa Scassi Asl3 Genova. «Mi riferisco a Salvatore Minisola e a Elisabetta Romagnoli». Fugando qualsiasi dubbio, «in Italia la prescrizione medica di D2 è crollata negli ultimi dieci anni».

Ad avvalorare la tesi secondo cui la D2 gioca a sfavore della D3, lo studio condotto da Emily Brown, ricercatrice con dottorato nel gruppo di Lanham-New del Dipartimento di Scienze della Nutrizione dell'Università del Surrey, che ha analizzato 20 studi clinici randomizzati e controllati. In 18 di questi, i partecipanti che avevano ricevuto vitamina D2 presentavano livelli di vitamina D3 inferiori rispetto al placebo o al gruppo di controllo. «Non vogliamo che la gente pensi che la vitamina D2 sia in alcun modo pericolosa. 
Non lo è», ha detto Brown. «Aumenta comunque i livelli totali di vitamina D ma riteniamo che la D3 sia preferibile».

Brown ora intende studiare l'effetto inverso: che cosa succede a D2 quando le persone assumono D3. 
I risultati sono particolarmente rilevanti per i vegani, che non possono ottenere la vitamina D3 dalle fonti alimentari tradizionali. 
La vitamina D3 adatta ai vegani può essere ricavata dal lichene, ma è meno ampiamente disponibile della vitamina D2.
 Nel 2022, a questo proposito, gli scienziati hanno persino progettato un pomodoro geneticamente modificato in grado di produrre D3, e il team di Lanham-New sta ora testando se può aumentare i livelli di vitamina D negli esseri umani.

fonte  https://www.vanityfair.it/    2025
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