Come mantenere i reni «giovani» il più a lungo possibile. Le 8 regole d’oro per tenerli in salute
Spesso definiti i “filtri silenziosi” del nostro corpo, i reni svolgono un lavoro instancabile e vitale, ma la loro importanza è di frequente sottovalutata finché non emergono problemi.
Questi due organi a forma di fagiolo, situati ai lati della colonna vertebrale, sono molto più che semplici depuratori del sangue. Mantenerli in salute è una delle pietre miliari per una vita lunga e sana.
Comprendere il loro funzionamento e adottare abitudini corrette è un investimento a lungo termine per il proprio benessere generale, un atto di prevenzione che può fare la differenza tra una vecchiaia in salute e una segnata da complicazioni croniche.
Comprendere l’importanza dei reni per la salute globale
Le funzioni vitali dei reni
I reni sono organi multifunzionali con responsabilità che vanno ben oltre la semplice produzione di urina.
La loro funzione principale è quella di filtrare il sangue, rimuovendo scorie metaboliche, tossine e liquidi in eccesso.
Ogni giorno, processano circa 180 litri di sangue per eliminare circa 1-2 litri di prodotti di scarto.
Ma il loro compito non si ferma qui. Svolgono un ruolo cruciale nella regolazione di parametri vitali come:
- L’equilibrio idro-salino: mantengono stabili i livelli di elettroliti come sodio, potassio e fosforo.
- La pressione arteriosa: producono ormoni, come la renina, che contribuiscono a regolarla.
- La produzione di globuli rossi: secernono l’eritropoietina, un ormone che stimola il midollo osseo a produrre globuli rossi.
- La salute delle ossa: attivano la vitamina D, indispensabile per l’assorbimento del calcio.
Cosa succede quando i reni non funzionano bene ?
Quando la funzione renale è compromessa, le scorie e i liquidi si accumulano nell’organismo, portando a gravi conseguenze.
Questa condizione, nota come insufficienza renale, può essere acuta o cronica.
Nel lungo periodo, un malfunzionamento può causare un effetto a catena, danneggiando altri organi e sistemi, come il cuore e il sistema circolatorio.
La malattia renale cronica è una patologia progressiva e spesso asintomatica nelle sue fasi iniziali, il che la rende particolarmente insidiosa.
Per questo, riconoscere i primi segnali d’allarme è fondamentale.
Capire l’importanza di questi organi è il primo passo; il secondo, altrettanto cruciale, è imparare a interpretare i segnali, a volte sottili, che il nostro corpo ci invia quando la loro efficienza inizia a diminuire.
I segni di un deterioramento dei reni
Sintomi iniziali e spesso trascurati
La malattia renale cronica è spesso definita una “malattia silenziosa” perché i sintomi possono essere assenti o molto generici nelle fasi precoci. È facile confonderli con altre condizioni meno gravi.
Tuttavia, prestare attenzione a certi cambiamenti può essere decisivo.
Tra i segnali a cui fare attenzione troviamo: una stanchezza persistente e una diminuzione dell’energia, difficoltà di concentrazione, gonfiore (edema) a piedi e caviglie, una maggiore frequenza urinaria soprattutto notturna, e urine schiumose o con tracce di sangue.
Altri sintomi possono includere pelle secca e pruriginosa e una perdita di appetito.
Fattori di rischio e diagnosi
Alcune persone sono più a rischio di sviluppare problemi renali.
I principali fattori di rischio sono il diabete e l’ipertensione arteriosa, responsabili della maggior parte dei casi di insufficienza renale cronica.
Altri elementi includono una storia familiare di malattie renali, l’età avanzata (oltre i 60 anni), l’obesità e il fumo.
La diagnosi avviene tramite semplici esami: un’analisi del sangue per misurare la creatinina e calcolare la velocità di filtrazione glomerulare (VFG) e un esame delle urine per cercare la presenza di albumina, una proteina che non dovrebbe essere presente in quantità significative.
Gruppo di popolazione Rischio stimato di sviluppare malattia renale
Popolazione generale Circa 1 su 10
Pazienti con diabete Circa 1 su 3
Pazienti con ipertensione Circa 1 su 5
Molti di questi fattori di rischio possono essere gestiti o addirittura prevenuti attraverso scelte consapevoli, a cominciare da ciò che mettiamo nel nostro piatto ogni giorno.
L’impatto dell’alimentazione sulla salute renale
Gli alimenti da privilegiare
Una dieta equilibrata è fondamentale per ridurre il carico di lavoro dei reni. Privilegiare alimenti freschi e non processati è la regola d’oro.
Frutta e verdura, come mele, frutti di bosco, cavolfiori e peperoni rossi, sono ricche di antiossidanti e povere di potassio e sodio, elementi da tenere sotto controllo in caso di funzione renale già compromessa.
Le proteine sono necessarie, ma è importante scegliere fonti magre come pesce azzurro (ricco di omega-3), petto di pollo e legumi, moderandone le quantità.
L’eccesso proteico, infatti, costringe i reni a un superlavoro per eliminare le scorie azotate.
L’olio extra vergine di oliva, infine, è un ottimo condimento dalle proprietà antinfiammatorie.
I nemici dei reni a tavola
Alcuni nutrienti e alimenti possono essere particolarmente dannosi se consumati in eccesso.
Il principale imputato è il sodio, presente in enormi quantità nei cibi processati, negli insaccati, nei formaggi stagionati e nel cibo da fast food. Un eccesso di sodio contribuisce all’aumento della pressione arteriosa, uno dei principali nemici dei reni.
Anche il fosforo, spesso aggiunto come conservante (fosfati inorganici) in bevande gassate, carni lavorate e cibi pronti, è da limitare. Infine, un consumo eccessivo di zuccheri semplici favorisce l’obesità e il diabete di tipo 2, mettendo a dura prova la salute renale.
Leggere attentamente le etichette alimentari è un’abitudine essenziale.
Oltre al cibo solido, la gestione dei liquidi che introduciamo nel nostro corpo gioca un ruolo altrettanto, se non più, decisivo per la salute dei nostri filtri naturali.
L’idratazione: un alleato imprescindibile per i reni
Perché bere è così importante
L’acqua è essenziale per la vita e, in particolare, per la funzione renale.
I reni utilizzano l’acqua per sciogliere le tossine e le scorie metaboliche presenti nel sangue e per trasportarle all’esterno attraverso l’urina.
Una corretta idratazione aiuta a mantenere il sangue fluido, facilitando il lavoro di filtrazione e prevenendo la formazione di calcoli renali, dolorosi aggregati di sali minerali che possono ostruire le vie urinarie.
Quando il corpo è disidratato, l’urina diventa più concentrata, aumentando il rischio che questi sali cristallizzino.
Quanta acqua bere e quando
La raccomandazione generale è di bere circa 1.5-2 litri di acqua al giorno, ma questo fabbisogno può variare in base a diversi fattori: età, sesso, clima e livello di attività fisica.
Un buon indicatore è il colore delle urine: se sono di un giallo paglierino chiaro, l’idratazione è probabilmente adeguata; se sono scure, è un segnale che bisogna bere di più.
È importante bere costantemente durante la giornata, senza aspettare di avvertire una forte sensazione di sete, che è già un primo sintomo di disidratazione.
Oltre all’acqua, anche tisane non zuccherate e brodi possono contribuire all’apporto di liquidi. Attenzione invece alle bevande zuccherate e gassate, che non idratano efficacemente e possono anzi danneggiare i reni.
Attività fisica e salute dei reni
I benefici diretti e indiretti del movimento
L’esercizio fisico regolare è un toccasana per l’intero organismo, reni inclusi.
L’attività fisica aiuta a controllare la pressione arteriosa e i livelli di zucchero nel sangue, riducendo così due dei maggiori fattori di rischio per la malattia renale.
Inoltre, contribuisce a mantenere un peso corporeo sano, combattendo l’obesità, un altro elemento che mette a dura prova la funzione renale. Il movimento migliora la circolazione sanguigna, garantendo che i reni ricevano un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti per funzionare al meglio.
Non è necessario diventare atleti professionisti: anche un’attività moderata ma costante porta enormi benefici.
Quale attività scegliere
L’ideale è combinare esercizi aerobici con attività di rinforzo muscolare.
Attività come la camminata veloce, il ciclismo, il nuoto o il ballo sono eccellenti per la salute cardiovascolare e, di conseguenza, per quella renale. Si consiglia di praticare almeno 150 minuti di attività aerobica di intensità moderata alla settimana, distribuiti in più sessioni.
L’importante è la costanza.
Scegliere un’attività che piace è il modo migliore per garantirsi di praticarla regolarmente.
Anche piccoli cambiamenti, come usare le scale invece dell’ascensore o fare una passeggiata durante la pausa pranzo, possono fare una grande differenza nel lungo periodo.
Adottare uno stile di vita sano è la strategia di prevenzione più efficace, ma non sostituisce il parere e il monitoraggio di un esperto.
Consultare regolarmente un professionista della salute
L’importanza dei controlli periodici
La prevenzione passa anche attraverso controlli medici regolari, specialmente per le persone a rischio. Poiché la malattia renale cronica è asintomatica nelle sue fasi iniziali, solo degli esami specifici possono rilevarla precocemente.
Un semplice controllo della pressione arteriosa e un esame del sangue e delle urine possono fornire al medico informazioni preziose sullo stato di salute dei reni.
Identificare un problema in fase precoce permette di intervenire tempestivamente, rallentando la progressione della malattia e prevenendo complicazioni gravi.
Si consiglia di effettuare questi controlli almeno una volta all’anno, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di fattori di rischio.
Non automedicarsi: un consiglio fondamentale
L’uso indiscriminato di alcuni farmaci può danneggiare i reni. In particolare, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene e il naprossene, se assunti per lunghi periodi o a dosaggi elevati, possono ridurre l’afflusso di sangue ai reni e causare danni.
Anche alcuni antibiotici o mezzi di contrasto usati per esami radiologici possono essere nefrotossici.
È fondamentale non ricorrere all’automedicazione e consultare sempre il proprio medico o farmacista prima di assumere qualsiasi farmaco, anche quelli da banco, informandoli sulla propria condizione di salute generale.
Prendersi cura della salute dei propri reni è un impegno quotidiano che si fonda su pilastri semplici ma essenziali.
Mantenere un’alimentazione sana, garantire una corretta idratazione, praticare attività fisica regolare e sottoporsi a controlli periodici sono le regole d’oro per assicurare a questi organi vitali una lunga e efficiente funzionalità, preservando così il benessere di tutto l’organismo.
fonte https://saloneornellacreazzo.it/