Un nuovo studio scientifico ci svela come e perché il cioccolato fondente è il segreto della longevità

Un nuovo studio scientifico ci svela come e perché il cioccolato fondente è il segreto della longevità

Il cioccolato fondente è il segreto della longevità: lo dice un nuovo studio

Sapevamo già che mette di ottimo umore grazie ai flavonoiodi di cui è ricco. Ora una ricerca inglese dice che può anche allungarci la vita. Ecco perché
di Fabiana Salsi; 20 gennaio 2026

La ricerca dell'elisir di lunga vita non smette di affascinare la scienza. In particolare, il rapporto tra alimentazione e longevità continua a essere tra i più indagati, perché ormai abbiamo ampie conferme che il nostro stato di salute fisica e mentale sia strettamente legato a ciò che mangiamo (o non mangiamo). Tutto grazie ai fitonutrienti: composti bioattivi – come i polifenoli, flavonoidi, alcaloidi – presenti presenti in frutta, verdura, cereali integrali, legumi, erbe e spezie che hanno effetti positivi sull'invecchiamento e sull'infiammazione che causa le malattie croniche.

Ma come agiscono? E quali sono le potenzialità di ciascuno, anche in rapporto agli altri? Da qui è partita l'ultima promettente ricerca sul cioccolato fondente del King's College di Londra. Appena pubblicata sulla rivista scientifica Aging, ha indagato in particolare il potere della teobromina, di cui il cioccolato fondente è molto ricco.
Il potere anti-aging della teobromina

Alcaloide presente anche nel caffè, la teobromina è già nota per il suo effetto neuroprotettivo e benefico sul sistema cardiovascolare degli esseri umani (ma, è bene ricordarlo, non dei cani, per i quali invece ha un effetto tossico, motivo per cui non devono mangiare cioccolato). La ricerca inglese, però, ha dimostrato che ha anche altre proprietà: chi ne ha alti livelli nel sangue ha un'età biologica inferiore rispetto a quella anagrafica.
Cioccolato fondente e longevità: come è stato svolto lo studio inglese

Per dimostrarlo gli scienziati del King's College hanno analizzato i dati di circa 1700 pazienti di due differenti database confrontando i livelli di teobromina nel sangue con i marcatori biologici dell'invecchiamento (che sono, appunto, quelli che indicano l'età apparente del corpo in base alla salute e alle funzioni, al contrario degli anni effettivamente vissuti). Lo ha fatto utilizzando due test differenti: uno per valutare i cambiamenti chimici nel Dna e quindi stimare la velocità di invecchiamento di ogni persona; un altro per misurare la lunghezza dei telomeri (le protezioni alle estremità dei cromosomi) che invece indicano il livello di invecchiamento.

Da qui le conclusioni: «Il nostro studio ha individuato un legame tra un componente chiave del cioccolato fondente, e cioè la teobromina, e il mantenimento di un aspetto giovane più a lungo» ha commentato la professoressa Jordana Bell, autrice senior dell'articolo e docente di epigenomica al King's College di Londra. «Questa ricerca può aiutarci a comprendere come gli alimenti di uso quotidiano possano fornire indizi per una vita più sana e più lunga» ha proseguito la scienziata specificando che ovviamente i risultati dello studio non dovrebbero incitarci a mangiare più cioccolato fondente, anche perché – oltre che cacao – contiene zuccheri, pur se in percentuali differenti a seconda della tipologia.

A cosa servono gli studi sui fitonutrienti

Studi come questo, del resto, mirano a indagare i comportamenti di determinati fitonutrienti e questa ricerca in particolare è stata utile per dimostrare che questo allungamento dell'età biologica è un effetto tipico della teobromina e non di altri metaboliti presenti nel cacao e nel caffè, aprendo in questo modo anche nuovi scenari.
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