Antimicrobico resistenza, un modello clinico e gestionale

Antimicrobico resistenza, un modello clinico e gestionale


Una rete nazionale, coordinata dallo Spallanzani di Roma unisce alcune delle principali strutture di Malattie Infettive per favorire un uso più consapevole e appropriato degli antibiotici

23 Febbraio 2026
Redazione
Sanità
L’Italia è tra i Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno della resistenza antimicrobica, considerato una delle minacce più rilevanti per la salute pubblica globale. Per rispondere a questa emergenza, l’Istituto nazionale per le malattie infettive INMI “Lazzaro Spallanzani”, IRCCS ha promosso il progetto di ricerca “Network collaborativo a carattere nazionale per la realizzazione di un modello clinico – gestionale per l’ottimizzazione dell’uso dei farmaci antimicrobici (Antimicrobial Stewardship)”.

Finanziato dal Ministero della Salute, il progetto vede la partecipazione dell’Istituto superiore di sanità e di altri cinque autorevoli IRCCS italiani: Fondazione Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna; Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma; Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo; Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Verona.

In Italia un terzo dei decessi per infezioni resistenti registrate nella UE
Stefania Cicalini, responsabile scientifica del progetto per l’INMI Spallanzani spiega:

L’uso eccessivo e improprio di antibiotici rappresenta una delle cause dello sviluppo e della diffusione di microrganismi multiresistenti. In Italia il quadro epidemiologico è particolarmente preoccupante, con circa 12.000 morti ogni anno per infezioni da microrganismi resistenti, un terzo di quelle osservate nell’intera Unione Europea. Con questo network si vuole costruire un modello condiviso di buon uso degli antibiotici, sviluppato nei centri di riferimento per le malattie infettive e pensato per essere applicabile anche a livello territoriale”.

Il modello proposto integra sistemi informatici avanzati per collegare e analizzare dati provenienti da diverse fonti; percorsi diagnostici innovativi, con l’uso di test molecolari per identificare rapidamente le resistenze; strumenti digitali e di comunicazione per supportare i clinici; programmi di formazione interattiva per favorire l’adozione delle buone pratiche. by: medicopaziente.it
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