Dieta nordica e cuore: nuove prove di efficacia

Dieta nordica e cuore: nuove prove di efficacia

Dieta nordica e cuore: nuove prove di efficacia; by medicopaziente
Uno studio svedese su oltre 76 mila persone mostra che l’adesione alle Raccomandazioni nutrizionali nordiche (NNR 2023) potrebbe ridurre l'incidenza di eventi cardiovascolari maggiori

23 Febbraio 2026
Stefania Cifani
Nutrizione, Prevenzione
Le Raccomandazioni Nutrizionali Nordiche (Nordic Nutrition Recommendations, NNR) sono il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge le autorità sanitarie e alimentari di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, attiva da oltre 40 anni.

L’edizione più recente, la NNR 2023, è il frutto di cinque anni di lavoro che ha coinvolto centinaia di ricercatori ed esperti sono state per la prima volta incluse anche indicazioni sugli alimenti più sostenibili e favorevoli per l’ambiente, oltre che salutari, e sono stati aggiornati i valori dietetici di riferimento per i nutrienti.

Le indicazioni nutrizionali contenute nel documento si possono sintetizzare in cinque punti:

dieta prevalentemente a base vegetale, ricca di verdure, frutta, frutta secca e semi oleosi, legumi, patate e cereali integrali
adeguata assunzione di pesce e frutta a guscio
consumo moderato di latticini a basso contenuto di grassi
consumo limitato di carne rossa e pollame
consumo minimo di carni trasformate, alcol e alimenti trasformati contenenti elevate quantità di grassi, sale e zucchero.
Si tratta, in pratica, di uno schema molto simile a quello della dieta mediterranea, che deve tener conto delle abitudini locali e di una diversa disponibilità degli alimenti. La principale differenza riguarda l’olio di oliva, un alimento base nella dieta mediterranea, che nello schema nordico viene sostituito da olio di colza e frutta a guscio.

Lo studio su dieta nordica e salute cardiovascolare

Uno studio svedese condotto da ricercatori del Karolinska Institute ha valutato se l’aderenza, a lungo termine, alle NNR2023 sia associata alla riduzione del rischio di malattia cardiovascolare e ai biomarcatori della salute cardiometabolica, inclusi i lipidi ematici e la sensibilità all’insulina.

La ricerca, pubblicata sull’European Journal of preventive cardiology  si è basata sui dati di 76.028 individui provenienti dalla Swedish Mammography Cohort (SMC) e dalla Cohort of Swedish Men, seguiti per oltre trent’anni (follow-up medio: 18,7 anni); nel 1997 (anno di inizio dell’osservazione) nel 2009 e nel 2019 la compilazione di questionari di frequenza dei consumi da parte dei partecipanti ha permesso di monitorarne le abitudini alimentari. Un punteggio assegnato ai consumi di 15 gruppi di alimenti è stato invece impiegato per stimare il grado di adesione alle nuove linee guida nordiche.

Per stimare l’associazione tra l’aderenza alle NNR2023 e l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori (MACE), comprendente infarto miocardico acuto, ictus e mortalità per CVD, così come dei singoli eventi cardiovascolari specifici sono stati impiegati modelli di regressione statistica.

L’aderenza alle raccomandazioni della dieta nordica è associata a una minor frequenza di eventi cardiovascolari
Durante il lungo periodo di osservazione sono stati identificati 24.041 casi di eventi cardiovascolari maggiori. I partecipanti nel quartile di più elevata adesione alle NNR2023 presentavano un rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) inferiore del 17% rispetto a quelli nel quartile di adesione più basso (HR 0,83; IC al 95% 0,80-0,86), con riduzioni del rischio osservate anche per le singole componenti del MACE. In particolare, è stata rilevata una riduzione del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari del 27%, di ictus (sia emorragico sia ischemico) del 16% e di infarto acuto del miocardio del 10%.

Il dosaggio dei livelli di biomarcatori cardiometabolici in un sottogruppo di 4.267 donne ha inoltre permesso di evidenziare una correlazione tra l’elevata adesione alle NNR2023 e una migliore sensibilità all’insulina. Positivi anche gli effetti sul profilo lipidico, con livelli più bassi di colesterolo LDL e trigliceridi, e maggiori di colesterolo HDL.

Analizzando il punteggio totale di adesione alle raccomandazioni come variabile continua, è emerso che ogni aumento di un punto del punteggio è associato a una riduzione del 7% dell’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori. L’associazione più marcata con la diminuzione del rischio è stata osservata in relazione al consumo di frutta a guscio e semi. Nonostante l’indicazione di consumarne 20–30 grammi al giorno fosse quella con il livello di adesione più basso nella coorte studiata, il suo contributo in termini di protezione cardiovascolare è risultato il più significativo tra i 15 elementi valutati.

In sintesi, la ricerca ha mostrato che un’aderenza alle NNR2023 anche solo lievemente migliore risulta associata a un rischio inferiore di eventi cardiovascolari maggiori avversi. Inoltre nei soggetti che mostravano la massima aderenza alle raccomandazioni è stato rilevato un miglior profilo lipidico e una maggiore sensibilità insulinica.
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