Tumori e fattori di rischio: come cambiano fumo, alcol, movimento e peso nel corso della vita
Un vasto studio britannico ha ricostruito decennio dopo decennio l’evoluzione di quattro abitudini legate alla prevenzione oncologica, mostrando perché il rischio non segue lo stesso andamento a ogni età
Tumori e fattori di rischio: come cambiano fumo, alcol, movimento e peso nel corso della vitaUn vasto studio britannico ha ricostruito decennio dopo decennio l’evoluzione di quattro abitudini legate alla prevenzione oncologica, mostrando perché il rischio non segue lo stesso andamento a ogni età
Pensiamo spesso allo stile di vita come a una fotografia: si fuma oppure no, si beve molto o poco, ci si muove abbastanza, si è normopeso oppure no. In realtà assomiglia più a un film, con accelerazioni, frenate e svolte che arrivano in momenti diversi.
Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports ha ricostruito queste traiettorie in oltre 113.700 donne del Regno Unito, arruolate tra il 2003 e il 2009 e osservate attraverso fino a sei rilevazioni.
Le partecipanti avevano dai 16 ai 102 anni e hanno fornito informazioni, raccolte sia retrospettivamente sia nel tempo, su consumo di alcol, fumo, attività fisica e indice di massa corporea. Una stessa persona, dunque, può migliorare su un fronte mentre peggiora su un altro.
Il risultato più importante non è soltanto che le abitudini cambiano, ma che ciascuna sembra seguire un proprio calendario biologico e sociale.
Alcol, intensità del fumo e attività fisica mostravano i livelli più alti nella tarda adolescenza, per poi imboccare percorsi differenti nel corso della vita adulta. Il dato non significa che muoversi da giovani sia rischioso: al contrario, l’attività fisica è considerata un elemento protettivo.
Indica però che, nel modello analizzato, il movimento tendeva a ridursi dopo una fase iniziale più attiva, mentre fumo e alcol potevano raggiungere presto il loro massimo e lasciare alle spalle anni di esposizione accumulata.
La prevenzione, quindi, non dovrebbe aspettare la mezza età: per alcune condotte la finestra decisiva si apre già tra adolescenza e prima età adulta.
È proprio quando si formano abitudini, contesti sociali e dipendenze che interventi mirati potrebbero produrre effetti più duraturi, evitando che un picco precoce diventi una lunga traiettoria difficile da correggere.
Il peso segue invece una storia completamente diversa. L’indice di massa corporea aumentava generalmente con l’età e raggiungeva il picco verso la fine dei 60 anni, quando consumo di alcol e fumo potevano essere già diminuiti da tempo.
Smettere di fumare o bere meno non rende automaticamente "risolto" il profilo di rischio, perché nel frattempo può crescere il peso corporeo e può ridursi il movimento. Il passaggio è particolarmente rilevante per la prevenzione oncologica: tabacco, alcol, eccesso di peso e inattività sono fattori modificabili associati a diversi tumori, ma non si presentano con la stessa intensità nello stesso periodo della vita.
L’IARC ha stimato nel 2026 che fino a quattro casi di cancro su dieci nel mondo potrebbero essere prevenuti agendo su cause evitabili.
La strategia potrebbe quindi cambiare con gli anni: proteggere i giovanissimi dall’inizio del fumo e dal consumo eccessivo, sostenere il movimento nell’età adulta e contrastare gradualmente l’aumento di peso prima che diventi più difficile da invertire.
Anche la generazione di nascita fa la differenza. Le donne nate tra il 1960 e il 2003 mostravano traiettorie del BMI progressivamente più elevate e picchi più precoci nel consumo di alcol e nell’intensità del fumo rispetto alle nate tra il 1908 e il 1959.
Non è però una sentenza sul destino delle nuove generazioni: lo studio descrive andamenti medi, non dimostra che l’età provochi quei comportamenti e non misura direttamente quanti tumori siano comparsi a causa di essi.
Inoltre, i dati sono autoriferiti, una parte dipende dai ricordi del passato, il BMI è un indicatore imperfetto della composizione corporea e il campione comprende soltanto donne britanniche.
Il messaggio più utile è che la prevenzione non può essere una raccomandazione identica ripetuta per tutta la vita: deve anticipare il momento in cui ogni rischio tende a crescere, senza abbandonare gli altri quando iniziano a calare.
Jackson I, Heath A, Muller D, et al. Longitudinal trends in modifiable cancer risk factors in the Generations Study cohort in the United Kingdom. Scientific Reports. DOI: 10.1038/s41598-026-60923-x.
fonte https://www.mondosanita.it/