Proteine negli anziani, non conta solo la quantità: lo studio su colazione e spuntini
Un esperimento su quasi 300 persone fragili mette alla prova un modo diverso di organizzare l’alimentazione quotidiana.
Ma aumentare le proteine significa anche diventare più forti?
Un caffè, qualche biscotto e poi un pranzo veloce. Per molti anziani la giornata comincia con poche proteine, mentre buona parte arriva soltanto a cena.
Una distribuzione da considerare, perché con l’età diventa più difficile conservare massa muscolare, forza e autonomia. Non è soltanto questione di quanto si mangia, ma anche di come si organizzano i pasti.
A indagare questa possibilità è uno studio dell’Università di Scienze Applicate di Amsterdam, pubblicato il 13 ottobre 2026 su BMC Nutrition.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 295 anziani fragili, con un’età media di 73,9 anni, che vivevano a casa propria. La domanda era concreta: è possibile aumentare l’apporto proteico e migliorarne la qualità proprio nei momenti della giornata in cui tende a scarseggiare?
Per dodici settimane tutti i partecipanti hanno svolto due sedute settimanali di allenamento di forza, sotto supervisione individuale.
Ma soltanto uno dei due gruppi, composto inizialmente da 149 persone, ha ricevuto anche un intervento nutrizionale: colloqui con una dietista, consigli per modificare i pasti e 20 grammi quotidiani di proteine supplementari, suddivisi fra proteine del siero del latte e una bevanda arricchita, entrambe in porzioni da 10 grammi.
L’obiettivo era arrivare a 1,2-1,5 grammi di proteine per chilo di peso al giorno, cercando di raggiungere almeno 25 grammi nei pasti principali. Non solo integratori, dunque, ma nuove abitudini: scegliere più spesso alimenti ricchi di proteine a colazione, a pranzo e negli spuntini.
I consumi sono stati valutati attraverso diari alimentari di tre giorni, compilati prima e dopo l’intervento.
Dopo tre mesi, nel gruppo seguito sul piano nutrizionale l’assunzione media era passata da circa 78 a 106 grammi di proteine al giorno, mentre nel gruppo che si allenava soltanto era rimasta pressoché invariata.
La differenza aggiustata fra i gruppi è stata di 29,1 grammi al giorno.
A colazione si registravano 9,1 grammi in più rispetto ai controlli, a pranzo 5,2 e nello spuntino serale 7,4.
Circa 17 grammi della differenza quotidiana provenivano dagli integratori; il resto soprattutto da latticini, formaggi e uova.
È migliorato anche il profilo degli aminoacidi essenziali, fra cui la leucina, importante per la sintesi proteica muscolare.
C’è però un altro dato: il gruppo nutrizionale introduceva in media 209 calorie in più al giorno e aveva una massa grassa superiore di circa 0,7 chili rispetto ai controlli, senza un incremento aggiuntivo significativo della massa priva di grasso.
E i muscoli? Bisogna distinguere un’alimentazione più ricca di proteine da un effettivo vantaggio clinico.
Questa analisi riguarda quantità, distribuzione e qualità delle proteine, e non prova che spostarle dalla cena alla colazione migliori la forza.
Anzi, una precedente pubblicazione sullo stesso esperimento, uscita nell’aprile 2026 su The Journal of Nutrition, Health & Aging, non aveva trovato benefici aggiuntivi significativi, nel complesso, su forza, massa muscolare o prestazioni fisiche rispetto al solo allenamento.
Segnali favorevoli erano emersi, in analisi esplorative, fra chi mangiava inizialmente poche proteine, ma richiedono conferme.
Gli esperti ESPEN raccomandano apporti di 1,2-1,5 grammi per chilo per alcuni anziani con malattie o rischio di malnutrizione: non è una dose valida per tutti.
La ricerca ha ricevuto anche sostegno da aziende del settore, dichiarato dagli autori.
Il messaggio è considerare l’intera giornata alimentare, senza trasformare ogni possibile carenza in una prescrizione di integratori: il fabbisogno va personalizzato sulla base delle condizioni di salute e dell’attività fisica.
Biersteker E.J.M. et al. “Protein distribution, quantity and quality is optimized by protein intervention in frail community-dwelling older adults during resistance training: a randomized controlled trial”. BMC Nutrition, 13 ottobre 2026. DOI: 10.1186/s40795-026-01511-0.
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