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Aggiornamenti sulla Miopia

Aggiornamenti sulla MIOPIA da Prof. Bruno Lumbroso

La Miopia può essere suddivisa in due categoria: miopia elevata (più di 7 diottrie) accompagnata, spesso, da lesioni corioretiniche, emorragie e membrane neovascolari e la miopia lieve o media, denominata scolastica, di meno di 5 diottrie, che presenta poche lesioni retiniche.

La miopia elevata ha un’origine genetica e aumenta rapidamente dopo la nascita. Continuerà a progredire per tutta la vita.

La miopia media lieve compare in genere intorno ai 9-10 anni e aumenta rapidamente durante la pubertà per stabilizzarsi a 5-6 diottrie verso i 20/25 anni.

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha notato, negli ultimi 30 anni, un aumento rapido e importante della miopia con un’incidenza attuale del 20% (una persona su 5). L’OMS prevede che nel 2050 l’incidenza sarà del 50% e l’ha dichiarata una vera epidemia.

Giapponesi, Cinesi e Coreani hanno un’incidenza ancora più alta. Per un bambino il rischio di diventare miope è 3 volte maggiore quando i genitori presentano tale disturbo rispetto a una condizione di assenza di miopia in entrambi.

Numerose ricerche hanno tentato di capire la causa di questo accrescimento di casi di miopia nella popolazione mondiale.

I fattori responsabili sembrano essere genetici e ambientali. E’ stato messo in evidenza l’effetto protettivo delle attività svolte all’aria aperta che sembrano diminuire il numero di miopi e ridurre la progressione della miopia nei bambini.

La precisa correzione ottica della miopia con occhiali sembra contribuire a diminuire l’entità e la progressione di questo difetto.

Attualmente nei paesi dell’Asia maggiormente colpiti dall’epidemia di miopia si effettuano studi su decine di migliaia di bambini istillando per anni colliri di atropina, che sembrano frenare il peggioramento del difetto visivo. L’istillazione continuata di Atropina provoca però notevoli disturbi nella lettura, un annebbiamento visivo, un forte abbagliamento e, a volte, delle reazioni allergiche e di intolleranza.

Certi autori hanno riferito sullo sviluppo precoce della miopia studiando i bambini dalla nascita fino all’età di tre anni in relazione con gli antecedenti dei genitori (miopia) e le attività quotidiane del bambino. I dati ottenuti suggeriscono che la miopia precoce dipenda da fattori genetici mentre la miopia scolare è di origine ambientale.

Studi statistici hanno evidenziato che i fattori di rischio per l’insorgenza della miopia sono un alto livello socio-economico, un elevato livello educativo e l’origine etnica asiatica. Anche i bambini di origine africana e mediterranea hanno un rischio di miopia più alto rispetto ai bambini di origine nord-europea.Sembra dunque che lo stile di vita sia un fattore di rischio più importante nello sviluppo della miopia piuttosto che lo studio o l’origine etnica.

Da qualche anno l’ortocheratologia, che consiste nell’applicare una lente a contatto rigida sull’occhio durante la notte, ha mostrato di poter diminuire la miopia in ragione della compressione corneale. Purtroppo, questa tecnica dà risultati di brevissima durata poiché la miopia ritorna al valore iniziale dopo qualche giorno di interruzione. D’altra parte, in qualche soggetto sono state osservate anche delle gravi ulcerazioni.

In conclusione, anche se le nostre conoscenze sull’insorgenza e l’evoluzione della miopia sono molto aumentate, ritorniamo ai vecchi consigli dei nostri nonni: attività all’aria aperta, esposizione alla luce brillante, prescrizioni di lenti correttive precise e la diminuzione temporale dell’impegno visivo necessario nei lavori svolti troppo da vicino.

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